In pubblicazione il 16 GIU 2015

In arrivo un "Niño very Strong"?

Le possibili ripercussioni sull'Italia nei prossimi mesi…


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E' ormai certo che questa estate 2015 sarà a livello planetario sotto il segno del Niño e quasi certo anche che l'evento proseguirà per tutto l'autunno (oltre il 90% di possibilità) e in inverno (~ 85% di probabilità). 

In  particolare durante il trascorso mese di maggio, vi è stato un aumento in tutti gli indicatori di evento di Niño in atto. In particolare sono aumentate le anomalie di temperatura superficiale (SST = Sea Surface Temperature) nelle acque di tutto il Pacifico tropicale (nell'area centrale nota come Niño3.4. L'anomalia è stata +1.2 °C, ben al di sopra di 0.5 °C, la soglia convenzionalmente impiegata per definire in atto un evento di Niño).

 Per di più sia i venti al livello inferiore che al livello superiore lungo l'equatore, sono  diventati sostanzialmente più deboli rispetto alla media del mese scorso, tipico indebolimento  della Circolazione equatoriale di Walker in presenza  di  El Niño. Questo feedback tra le anomalie di temperatura della superficie del mare e quelle dell'atmosfera è fondamentale per perpetuare e rafforzare un evento di El Niño ed estendere gli effetti del Niño a gran parte dell'Emisfero Nord.

Inoltre un altro treno di onde di Kelvin ha cominciato a comparire nello strato superficiale (10-15 cm) del Pacifico equatoriale, trasportando calore dalla "piscina calda" permanente prossima al Nordest dell'Australia, verso il Pacifico equatoriale centro-orientale.  Questa fonte di rinforzo di acque più calde della media segue la forte onda di Kelvin che è si è già lentamente spostata a est a febbraio. Le acque  divenute più calde promettono, a scoppio ritardato, cambiamenti più lenti nell'atmosfera e che nei prossimi mesi interesseranno probabilmente, come sempre avvenuto in eventi simili, l'intero emisfero Nord, seppure con modalità e intensità diverse.

Ma quali sono i sintomi che fanno pensare ad  possibile evento di forte El Niño (SST > 1.5 °C nella zona Niño.3.4.), soprattutto a fine estate e, soprattutto, nel prossimo autunno  e inverno?

La riposta è nella prima figura qui allegata: la maggior parte dei modelli climatici (ben 108!) prevedono un continuo aumento della SST nella zona  Niño3.4  e molti prevedono un picco SST uguale o superiore a 1.5 °C già nella fine estate 2015, per tutto l'autunno, fino a raggiungere addirittura valori SST superiori  a 2.0 ° C nel primo inverno

Prima Figura: Le previsioni di modelli climatici per la NINO3.4 Index, dal North American Multi-Model Ensemble (NMME) .L'area più scura viola mostra la gamma del 65% di tutte le previsioni dei modelli; il  viola chiaro mostra la gamma del 98% di tutte le previsioni del modello. NOAA Climate.gov immagine da Fiona Martin da dati CPC.

E 'importante ricordare sono pochi gli eventi  "very strong" (ovvero SST >2 °C) nel passato.  Solo in tre casi infatti l'indice SST  ha superato la soglia di  2.0 °C: 1972-73, 1997-98 e 1982-1983. 

Detto questo ... cosa comporta  un evento di  Niño" very strong" nel clima globale del pianeta?


Per quanto riguarda l'Italia, ricordiamo che in genere gli eventi forti di Niño si ripercuotono sull'Italia con 3-4 mesi di ritardo e siccome in questa circostanza, come mostrala prima figura,  il Niño dovrebbe divenire  forte (SST > 1.5°C) a fine estate non dovrebbe fare in tempo ad arroventare la nostra estate 2015.

Però potrà provocare qualche ondata di caldo fuori stagione nell'autunno 2015.

Per di più gli eventi di El Niño influenzano in inverno la forza e la posizione delle correnti a getto sia quella polare che quella subtropicale (vedi seconda figura)

Seconda figura: Le variazioni del clima invernale durante El Niño. NOAA Climate.gov immagine da Fiona Martin. 

Terza figura: la saccatura associata alla ondulazione della corrente a getto polare sul Nordest degli USA è in genere seguita da un promontorio di alta pressione sull'lslanda e sulla Scandinavia, con conseguente irruzioni di aria fredda  continentale dal Nordest europeo fino ai Balcani ( una tipica situazione da NAO negativa o da "Scandinavian Pattern").

L'intensificazione invece della corrente a getto subtropicale potrebbe trasportare, come tipico di una NAO negativa, una maggior numero di perturbazioni dal Medio Atlantico verso il Mediterraneo occidentale, ove venendo a contatto con l'aria continentale in arrivo dai Balcani, potrebbe dare luogo, chissà, a situazioni invernali interessanti per l'Italia.

Sarà così? Ai posteri…l'ardua sentenza!

 



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