In pubblicazione il 30 LUG 2018

Clima: dall’1 al 6 agosto, l’ondata di caldo record, la più intensa degli ultimi anni

Proprio in questi giorni ci apprestavamo a vivere nel 2017 l'ondata di caldo più intensa per durata ed entitià mai vissuta nella storia


Fonte Immagine: MeteoFrance

 

I primi 6 giorni del mese di agosto 2017, i più roventi della storia, con temperature superiori ai 40 °C in molte aree di pianura e lungo i fondovalle appenninici del centro nord italiano.  Con particolare riferimento all’Emilia-Romagna, i numeri hanno evidenziato una prima settimana di agosto infuocata che, probabilmente, verrà ricordata a lungo per l’ondata di calore più intensa da quando si effettuano registrazioni.

Caldo eccezionale sotto tutti gli aspetti, dalla durata, all’intensità per finire sull’entità (dei valori massimi e minimi). Il ruggito anticiclonico ha interessato in particolare l’area appenninica per sei giorni circa, da martedì 1 agosto 2017 a domenica 6 agosto 2017

Per tutto l’arco temporale di riferimento, sono state registrate temperature massime oltre i 40 °C (vedi immagine di copertina) in vaste aree del settore centro-orientale, con i massimi assoluti registrati sui rilievi della Romagna. 

L’Arpa dell’Emilia Romagna ci riporta che il giorno peggiore è stato venerdì 4 agosto 2017, in cui a Brisighella (RA) il termometro, intorno alle ore 16, ha toccato i 42,5 °C (media oraria 41,8 e minima della giornata 30,0 °C). Le anomalie settimanali delle temperature massime sono risultate abbondantemente positive, con valori compresi tra +5 °C nella provincia di Piacenza, fino a +10 gradi sui rilievi centro-orientali (in riferimento alle medie degli ultimi 15 anni, già ben più calde dell’ultimo trentennio). 


Infranti tutti i record possibili, anche delle terribili estati del 2012, 2007 e 2003. Anche le temperature minime sono risultate considerevoli, attestandosi sui 30 °C soprattutto nella fascia collinare e nelle città della Romagna. 

Il radiosondaggio del 3 agosto di S. Pietro Capofiume (BO) riporta questi dati:

Persistenza di uno strato molto caldo e secco (20-30% di umidità relativa) nei primi 500 m di atmosfera, nella quale la temperatura è sempre rimasta oltre i 30 °C anche di notte. Fenomeni d’inversione hanno determinato temperature localmente più alte in montagna e in collina rispetto alla pianura, soprattutto nella fase iniziale dell’onda di calore.

Infine, anche in alta quota sono stati registrati valori estremi, ad esempio la stazione meteo di Lago Scaffaiolo (1794 m slm, in provincia di Modena) ha registrato il 3 agosto 2017 una temperatura massima record di 24,5 °C.



Fonte Articolo: Andrea Tura

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