In pubblicazione il 16 GIU 2015

Come cambierà il clima italiano

Temperature e piogge destinate a grandi cambiamenti


Fonte Immagine: NASA

 

Nell’autunno del 2013, nell’ambito della Prima Conferenza Annuale della Società Italiana per le Scienze del Clima, sono stati presentati i risultati di molte importanti ricerche sull’impatto del cambiamento climatico in Italia, e il quadro che ne è uscito è quello di un Paese che fra 40 anni potrebbe apparire molto diverso da oggi.

Come avverrà in gran parte del Mondo anche in Italia le temperature saliranno, e la crescita sarà più evidente per le massime e nella stagione estiva, mentre la zona del Paese che si riscalderà di più sarà quella alpina (dove di conseguenza potrebbero scomparire fino al 16% dei pascoli).

Con temperature medie più alte le ondate di caldo saranno più intense, numerose e durature, ma anche che gli incendi divamperanno con maggior facilità: in particolare uno studio del CNR di Sassari indica che in Sardegna entro il 2050 la stagione degli incendi (che in generale va da giugno a ottobre) si allungherà di 7-9 giorni!


Le piogge totali invece diminuiranno, di circa il 10% in inverno e il 30% in estate entro la fine del secolo, e in conseguenza di ciò dovremo affrontare sempre più spesso problemi legati al deficit idrico: in particolare uno studio condotto da ricercatori dell’Università Cà Foscari di Venezia suggerisce che entro il 2100 le falde acquifere potrebbero ridursi del 7% in Veneto e del 11% in Friuli. E nelle occasioni in cui pioverà diverranno al contrario più frequenti i violenti e improvvisi nubifragi, con un peggioramento dei rischi legati al dissesto idrogeologico.

Infine il livello dei mari che, analogamente al resto del Pianeta, salirà ulteriormente, e attorno alla nostra Penisola a crescere maggiormente sarà l’Adriatico. L’espansione dei mari inevitabilmente farà lievitare i danni causati dalle mareggiate e aumenterà i problemi di erosione delle coste e di infiltrazioni di acqua salata nelle falde acquifere costiere.



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