In pubblicazione il 19 SET 2015

El Niño: inverno 2015-2016 freddo e nevoso?

Una cosa è accertata: con il Niño più frequenti outbreak del vortice polare verso più basse latitudini


Fonte Immagine: meteogest

 

 

In un primo articolo dell'11 settembre u.s.   ( http://www.meteogiuliacci.it/meteo/articoli/editoriali/el-ni%C3%B1o-2015...) avevamo creato le premesse per  una riposta,  almeno di tipo qualitativo, alla domanda se il Niño potesse modificare la circolazione generale dell'atmosfera e quindi anche la posizione dei suoi strumenti privilegiati di azione come la corrente a getto polare e il vortice polare.

In un secondo articolo del 12 settembre (http://www.meteogiuliacci.it/meteo/articoli/editoriali/inverno-2015-2016-pi%C3%B9-freddo-effetto-del-nino ) abbiamo invece scomodato la statistica per esaminare gli effetti  invernali sull'Italia dei 7 più intensi eventi di Nino dal 1950 ad oggi.

E in effetti è risultato che in tutti gli eventi di Niño i nostri inverni sono stati un po' più freddi della media.

Oggi affrontiamo   il problema  da un punto di  vista dinamico. Ovvero la domanda è:

Gli eventi di Nino favoriscono  o no più frequenti incursioni  del gelido vortice polare verso più basse latitudini, Italia compresa?

E' accertato che le vicende dell'ENSO possano influenzare in inverno anche le vicende del vortice polare.

 In effetti  le profonde alterazioni degli Alisei, collegati agli venti del  Niño e della  Niña, si ripercuotono anche sulle adiacenti correnti occidentali, le cui ondulazioni poi in senso meridiano si spingono fino alle latitudini polari.

In questo ambito comunque  fino a pochi anni fa si riteneva che  solo la Niña e non il Niño, per motivazioni che qui sarebbe troppo lungo esporre,   potesse favorire nella stagione invernale l'innesco di eventi di SSW (SSW =  Sudden Stratospheric Warming),  condizione  necessaria  e sufficiente per robuste irruzioni  di aria artica verso basse latitudini.  Tali conclusioni si possono trovare nei due seguenti articoli

1. The Association between ENSO and Winter Atmospheric Circulation and Temperature

in the North Atlantic Region  - J O U R N A L O F C L I M A T E  VOLUME 14  2001

2. European Climate and the El Niño -Southern Oscillation  - Adam Scaife - ECMWF Annual Seminar, 2010


 Ma uno studio più recente e più documentato  giunge a conclusioni molto diverse circa l'influenza dell'ENSO sul vortice polare.

Ecco lo studio in questione:

"El Niño, La Niña, and stratospheric sudden warmings: A reevaluation in light of the observational record". Autori: Amy H. Butler1 and Lorenzo M. Polvani - GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, 2011

In  tale studio sono stati esaminati tutti gli eventi di SSW (53 casi) dal 1958 al 2010.

Ebbene da tale ricerca emerge una conclusione sorprendente:

Sugli eventi di SSW hanno avuto uguale incidenza sia i casi di Niño che di Niña: 13 eventi in presenza di Niño, 14 eventi in presenza di Niña (vedi tab.1)

 Invece nelle annate neutre (nè Niño nè Niña), in effetti gli eventi di SSW si dimezzano (7 casi).

Se poi si limita la casistica al periodo 1979-2010 (32 casi - tab.2), allora vi è una prevalenza dei casi di Niño, nel favorire gli SSW, mentre in condizioni neutre si verificano ancora minori casi.

Nella fig.1 sono riportati, per il periodo 1958-2101,  le annate in cui  gli eventi si sono verificati in presenza di Niño, o di Niña o condizioni neutre.

Siccome è in atto un forte evento di Niño, che si presume che raggiunga la massima intensità ("very strong") proprio tra novembre 2015  e gennaio 2016, allora è molto credibile che nel prossimo inverno assisteremo a  frequenti eventi di SSW e quindi anche di irruzioni di aria artica anche verso il continente europeo, Italia compresa.

Insomma avremmo un inverno freddo  e nevoso? Più probabile "sì" che "no"!

Ritorneremo sull'argomento con un altro prossimo articolo che illustra un altro recente studio che giunge alla medesima conclusione.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

ULTIMI ARTICOLI

Radar meteo alle oltre 19.10 di domenica 21 ottobre (Protezione Civile)
22 OTT
I forti venti dovuti al passaggio di una dry line da Bora
22 OTT
Dopo questo primo cambio di registro, in cui ci sarà un po’ di tempo per respirare, ne arriverà uno più profondo nella giornata di venerdì
satellite alla ore 16.00 di  domenica 21 ottobre
21 OTT
Prudenza, soprattutto su regioni del medio Adriatico e al Sud
22 OTT
In 50 minuti tre scosse di magnitudo oltre il sesto grado
22 OTT
Una fenomenologia sempre più accentuata dal riscaldamento globale ormai fuori da ogni logica