In pubblicazione il 27 GIU 2018

Il clima estivo in montagna

A chi fa bene e a chi fa male


Fonte Immagine: Giuseppe Cecchi

 

Per coloro che hanno optato per i monti, suggeriamo di conoscere bene il clima montano per meglio 

valutarne gli effetti possibili, positivi o negativi, sulla salute.

Ma quali sono innanzitutto i caratteri salienti del clima montano in estate? 

Eccoli qui sintetizzati: 

  • l’aria è molto più fresca che in pianura perché la temperatura decresce con l’altezza di circa 6.5 ° C per km ; 
  • l’aria è più secca perché anche l’umidità diminuisce via via che si sale di quota; 
  • diminuisce con l’altezza anche la pressione atmosferica il cui valore si riduce rispetto al livello del mare, del 20% a 2000 m, 30% a 3500 m e 60% a 4000 m ;
  •  l’aria è più pura e più ventilata; 
  • i raggi ultravioletti sono molto più intensi che in pianura; sono abbastanza frequenti i temporali pomeridiani.

Ma quali sono i vantaggi estivi dell’aria più fresca e più secca in montagna?

Aria fresca  e secca è sinonimo di  assenza di afa, anche quando in pianura si raggiungono i 33-35° C.

Un clima ideale quindi per gli anziani e i cardiopatici,soggetti particolarmente vulnerabili dall’afa, perché questa, come noto, impone al cuore uno sforzo aggiuntivo notevole allo scopo di mantenere inalterata la temperatura corporea attraverso la sudorazione e la vasodilatazione.

La secchezza dell’aria tuttavia provoca, per traspirazione della pelle, una perdita abbondante di acqua e pertanto,specie per gli anziani, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi persi.


Quali conseguenze ha invece la diminuzione con la quota della pressione atmosferica?

La minore pressione atmosferica comporta anche una corrispondente riduzione della concentrazione dell’ossigeno, il quale, dopo l’azoto, è il principale componente dell’aria. Per sopperire alla carenza d’ossigeno il cuore aumenta i battiti onde incrementare al frequenza del respiro e, in tal modo, mantenere inalterata la quantità di ossigeno fornita all’organismo per le funzioni metaboliche. Tale sovrastimolazione dell’apparato respiratorio ha benefici effetti sui sofferenti di asma.

Chi trae maggiore benefici dalla purezza dell’aria montana?

Soprattutto coloro che soffrono di allergie perché,  in genere, a quote superiori a 1500 metri ca, non si ha inquinamento da pollini.

E la forte concentrazione di ultravioletti in montagna fa bene o male alla salute?

E’ necessario ricordare che a circa 1800 m il sole scotta il doppio che in città e che una settimana trascorsa a 2000m, equivale, per intensità di radiazioni UV, a circa tre mesi al mare. Si comprende quindi la necessità di proteggersi, più che al mare, dalle scottature con creme adeguate. Il periodo di autoprotezione è di 5-10 minuti per pelli chiare e di 35-40 minuti per pelli scure.Le scottature più pericolose si rischiano a quote superiori a 3000 m. Ma, a parte questo, i raggi UV hanno benefici per chi soffre di psoriasi, dermatite seborroica e atopica, osteoporosi, artrosi e anemia.

Quali sono le quote suggerite per il soggiorno in montagna?

Anziani, cardiopatici,sofferenti di insufficienza coronarica, di angina pectoris e di enfisema e gli ipertesi dovrebbero soggiornare a quote inferiori a 1500 m, perché, a quote superiori, l’aumento notevole dei battiti cardiaci e degli atti respiratori potrebbe risultare deleterio. Per i  sofferenti di asma sono invece consigliate le quote intorno 1500-2000 m, per meglio sfruttare la stimolazione dell’apparato respiratorio. Però a quote superiori a 2500-3000 m, la forte riduzione dell’ossigeno, specie se in concomitanza di sforzi intensi e prolungati, può causare il mal di montagna.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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