In pubblicazione il 3 LUG 2015

Il Global Warming aumenta gli eventi estremi. Altre prove

Un nuovo studio mostra che il surriscaldamento globale provoca più ondate di caldo ma seguita a favorire anche le ondate di freddo...


Fonte Immagine: http://epod.usra.edu/blog/

 

Proprio questa settimana, un nuovo articolo apparso sulla rivista Nature fornisce una ulteriore prova di una connessione tra eventi atmosferici estremi e il riscaldamento globale.

Gli  eventi meteo estremi sono aumentati  non solo perché è aumentato il calore disponibile in superficie, il vero carburante dei fenomeni violenti (uragani, cicloni extratropicali, tornado, temporali,  tempeste, ondate di caldo) m anche perché è cambiata la circolazione atmosferica.

Figura: Un coltivatore indiano ispeziona il suo campo agricolo che risente gravemente l'ondata di caldo e scarse precipitazioni in India. Fotografia: STR/EPA

Gli autori, Daniel Horton, Noah Diffenbaugh e colleghi hanno utilizzato una nuova tecnica per indagare sulle influenze complesse del global warming sui cambiamenti della circolazione atmosferica.

In particolare, gli autori hanno focalizzato la loro attenzione sull'altezza della 500 hPa  a partire dal 1979 onde ricavare informazioni sulla circolazione atmosferica. Gli autori hanno applicato i modelli  a sette aree geografiche (Europa, Asia occidentale, Asia centrale, Asia orientale, occidentale del Nord America, Nord America centrale e America del nord orientale) e quattro diversi periodi dell'anno (inverno, primavera, estate e autunno).

L'originalità dello studio deriva dal fatto che i cambiamenti climatici dovuti alla circolazione atmosferica sono stati separati da quelli connessi agli effetti termodinamici (scambio di calore tra oceani e atmosfera, maggiore condensazione del vapore acqueo in atmosfera per la maggiore evaporazione dagli oceani).


 Hanno così trovato che la maggior parte delle regioni hanno visto aumenti di temperatura soprattutto in  estate negli ultimi tre decenni. Inoltre, hanno trovato che in alcune regioni, una gran parte di questa tendenza è dovuta, non tanto alla cessione di maggiore calore dal suolo o dalla condensazione all'atmosfera quanto piuttosto agli aumenti indotti dalla circolazione anticiclonica (e quindi maggiore surriscaldamento delle masse d'aria a seguito della compressione che le correnti discendenti, tipiche degli anticicloni, subiscono all'interno della struttura anticlonica).

Gli autori hanno mostrato che, via via che la terra si riscalda, ci dobbiamo aspettare meno eventi di ondate di freddo in generale. Ma in realtà, in alcuni casi le modifiche della circolazione atmosferica  ha provocato brusche ondate di freddo  estremo in alcune regioni. E questo perché la minore differenza tra la temperatura  delle medie latitudini e quella dell'Artico - questo ultimo surriscaldatosi per l'aumentata albedo a seguito della fusione di molte distese ghiacciate -   ha rallentato il vortice polare ciclonico. Ma questo  rallentamento favorisce più facilmente ondulazioni in senso meridiano delle correnti orientali del vortice medesimo. Pensate al vortice polare dell'inverno appena passato

Insomma da questi risultati è emerso che negli ultimi anni  il clima si è comportato come il "colpo di frusta" con brusche  oscillazioni da un estremo ad un altro.

Articolo rimaneggiato da questa Redazione

 



Fonte Articolo: http://thinkprogress.org/

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