In pubblicazione il 5 GIU 2016

Il sole per la prima volta senza macchie dopo il 2010

Conseguenze: inverni più freddi tra il 2016 e il 2020?


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Qualcosa di interessante sta accadendo sul sole. Dal 3 giugno, il numero delle macchie solari è sceso a zero. Non accadeva dal 2010 (51 giorni senza macchie solari nel precedente ciclo il n.23) e ancor più dal 2009 (ben 260 giorni senza macchie, record secolare). Cosa significa questo? Significa che il sole nel suo ciclo di attività di 11-12 anni nelle macchie solari ora sta andando verso il valore minimo, ovvero verso il minimo numero di macchie solari sulla superficie del sole. Il ciclo n.24 non è ancora finito e gli astronomi prevedono che il valore minino, in termini di numero di macchie solari, verrà raggiunto intorno al 2019-2020, con il che ciclo attuale risulterebbe uno dei più lunghi, ben 13 anni. Fino ad allora vi saranno molti giorni senza macchie solari e il numero di esse decrescerà di anno in anno. Ma quali le conseguenze di un'attività solare via decrescente nei prossimi 4-5 anni? Ebbene minori macchie solari, significa ancora minori esplosioni solari e quindi un vento solare via via più debole. Ricordiamo che il vento solare è il flusso di particelle cariche (protoni, elettroni, nuclei di elio) proiettate nello spazio interplanetario dalle esplosioni solari. Quindi il vento solare, essendo costituito da particella cariche in movimento, trascina con se un proprio campo magnetico che ha una intensità di qualche migliaio di volte più forte di quello della terra. Ecco perché quando il vento solare è forte, dopo una esplosione, all'arrivo sulla terra interagisce e quasi annulla il campo magnetico terrestre, scatenando così "tempeste magnetiche". Ma un sole con poche macchie comporta molti altri impianti fenomeni: • si riducono le radiazioni ultraviolette (UV), quelle che fanno male alla pelle ma anche quelle che generano l'ozono buono tra 20 e 50 km di altezza (ozonosfera). Ma l'ozono è un efficiente gas sera per cui la sua diminuita concentrazione porterà ad un raffreddamento della stratosfera e, in particolare del vortice polare stratosferico, l'assoluto protagonista della stagione infernale. Questo potrebbe significare che i prossimi inverni tra il 2016 e il 2020 possano essere più freddi della norma; • i raggi cosmici, particelle cariche velocissime che provengono dalle profondità del'universo, verranno meno deflesse dal debole campo magnetico del vento solare e pertanto raggiungeranno con più facilità l'atmosfera terrestre, disintegrando in ioni le molecole d'aria nelle bassa atmosfera (qui l'aria è più densa e quindi gli urti sono più probabili). Ma le molecole d'aria ionizzate sono ideali nuclei di condensazione per la formazione delle goccioline delle nubi. Insomma nei prossimi 3-4 anni potrebbe aumentare la probabilità di formazione di nubi basse, un evento che porterebbe a minore calore solare in arrivo sulla terra.

Allora …vade retro, macchie solari!


Nell'immagine: foto del sole senza macchie del 3 giugno.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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