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pininterst.com
Il caso del Pinatubo, giugno 1991

 

Tra tutti i fattori che possono contribuire a modificare il bilancio termico della Terra, quello costituito dalle eruzioni vulcaniche è quello più imprevedibile ed anche il più immediato, perché agisce nel giro di pochi anni ed i suoi effetti sono da subito tangibili, ma sotto alcune condizioni. In questo articolo, vediamo quali...

Tambora, Krakatoa e Pinatubo. Tre grandi eruzioni vulcaniche che, negli ultimi due secoli, hanno fatto parlare di sé per la scia di morte e distruzione che si sono lasciati dietro ma che hanno anche posto, tra i climatologi, la questione su come questo fenomeno naturale possa contribuire a modificare il clima del nostro pianeta.

Le eruzioni vulcaniche, specie se sono imponenti e di tipo esplosivo, possono infatti innescare destabilizzazioni del sistema climatico, tali da spostarne l’equilibrio su altri livelli, come conseguenza di una modifica del complesso meccanismo che riguarda il bilancio della radiazione solare che entra in atmosfera. Ma solo alcuni tipi di eruzioni vulcaniche hanno un effetto sul clima: innanzitutto l’eruzione deve essere sufficientemente intensa da emettere una grande quantità di polveri nella bassa stratosfera, ovvero in quella fascia atmosferica compresa tra i 20 ed il 25 km di altezza e, in secondo luogo, il vulcano deve trovarsi alle basse latitudini. Solo se si verificano queste due condizioni, l’eruzione ha il maggiore impatto sul bilancio climatico terrestre.

Ma per quale motivo?

Perché, se si verifica la prima condizione, l’abbondante quantità di polveri non ricade sulla superficie terrestre, cosa che succederebbe se il materiale eruttato finisse solo in troposfera, ovvero all’interno della fascia atmosferica a noi più vicina dove si verificano tutti i fenomeni meteorologici che disperderebbero velocemente le polveri eruttate.

Finendo invece nella bassa stratosfera, caratterizzata da assenza di rimescolamento, la nube di cenere troverebbe il modo di espandersi orizzontalmente fino a formare un esteso velo opaco che sarebbe in grado di riflettere verso lo spazio una maggiore quantità di radiazione solare incidente.

Se l’eruzione vulcanica avvenisse poi alle basse latitudini, che è la seconda condizione posta, allora l’effetto sul cambiamento climatico sarebbe più efficace perché, solo in questo modo, il velo di polveri sarebbe capace di raggiungere anche le latitudini più alte dell’Emisfero in cui il vulcano erutta: questo succederebbe a causa della natura della circolazione generale dell’atmosfera che guiderebbe le ceneri vulcaniche verso nord, distribuendole così su una larghissima fascia latitudinale.

Ecco allora spiegato il perché di alcune eruzioni importanti, come quelle che avvengono in Islanda o in Alaska, che incidono ben poco sul bilancio energetico terrestre ed hanno, al massimo, effetti limitati al clima locale: nel caso in cui le loro ceneri finissero in stratosfera, le correnti non sarebbero infatti in grado di muoverle verso sud.

Tra le eruzioni vulcaniche recenti, rientra invece nelle due condizioni appena descritte quella del Pinatubo, nelle Filippine, avvenuta nel giugno 1991. Durante questa eruzione, i 15 milioni di tonnellate di ceneri espulse dal cratere raggiunsero addirittura i 40 km di altezza e lo spesso velo di polveri aumentò del 2% la riflessione verso lo spazio dei raggi solari: la conseguenza più immediata fu un raffreddamento globale di 0.3 °C nei due anni successivi all’eruzione 

Fonte Articolo: 
Andrea Corigliano www.meterologica.it

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