In pubblicazione il 22 APR 2016

La mappatura globale delle nubi e la vita

Una nuova ricerca dimostra che esse influenzano la vita più di quanto si creda


Fonte Immagine: earthobservatory.nasa.gov

 

Le nubi possono sembrare strutture lontane ed effimere che poco hanno a che fare con la vita sulla Terra.

 In realtà, esse influenzano tutto, dalla vitalità degli ecosistemi, alla modalità con cui le piante carbonio molto assorbono la CO2, e persino il processo riproduttivo dei rettili. Così una nuova ricerca ha collegato la mappatura  delle nuvole sul globo con la mappatura della vita.

in particolare Adam Wilson  ha compilato un database globale di copertura nuvolosa, mentre lui era un ricercatore post-dottorato presso l'Università di Yale. Il database comprende 15 anni di osservazioni satellitari catturate dal sensore  Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) installato sui satelliti Aqua e Terra della NASA. Ogni giorno, i satelliti acquisiscono immagini della maggior parte della superficie terrestre.

Combinando tutte le osservazioni di nuvole dal 2000 al 2014, Wilson (ora presso l'Università di Buffalo) e il collega Walter Jetz hanno generato una climatologia della nuvolosità globale che mostra la distribuzione e la stagionalità delle nubi. 

In particolare la prima mappa mostra dove nuvolosità tende ad essere costante durante l'anno (bianco) e dove invece varia a seconda della stagione (blu scuro).Si noti che gran parte di India, Africa meridionale e Australia settentrionale mostrano, come era lecito attendersi, oscillazioni della nuvolosità nel corso dell'anno.

 La  seconda mappa mostra  invece il periodo dell'anno ove la nuvolosità raggiunge la massima copertura.

La stagionalità delle nubi può avere un impatto cruciale sugli ecosistemi sulla terra, tanto che il nuovo atlante della nuvolosità sarà utile per la mappatura dei confini degli ecosistemi. Mentre le foreste tropicali e subtropicali prosperano con copertura nuvolosa costante, invece le savane tropicali e subtropicali dell'Africa, la macchia mediterranea e in Australia settentrionale si sono adattate alle drammatiche variazioni stagionali di nuvolosità (e pioggia).


Le zone con nuvolosità continua per tutto l'anno come le Ande, il Bacino del fiume Congo, l'Indonesia, il Borneo e la Nuova Guinea ospitano  grandi foreste nonché ecosistemi di alta quota, molto noti per ospitare notevole biodiversità. 

Per evidenziare come la loro nuova climatologia delle nubi possa essere utile agli ecologisti, Wilson e Jetz hanno modellato la distribuzione di un uccello canterino (il woodcreeeper montano)  che spesso si trova in foreste pluviali e anche la distribuzione di una pianta presente in un ecosistema semi-arido del Sud Africa (Protea King). Essi hanno concluso che la nuova climatologia delle nuvole offre uno strumento migliore per prevedere la distribuzione geografica delle due specie viventi.

 

 

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Fonte Articolo: http://earthobservatory.nasa.gov

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