In pubblicazione il 6 MAG 2016

L'aria tropicale si spinge sempre più verso Nord

Conseguente aumento delle nubi alte ai Poli. Un interessante studio della NASA / Goddard Space Flight Center . Gli effetti sull'Italia: Anticiclone africano più invadente?


Fonte Immagine: NASA

 

Una nuova analisi della NASA elaborata sulla base di 30 anni di dati satellitari mostra che nubi ad alta quota (cirriformi)  che si generano nelle medie latitudini stanno subendo uno shift verso i poli. Tale evento è sembra che sia causato principalmente da analoga espansione dell'aria tropicale verso le medie latitudini. Ma la circolazione di aria equatoriale verso le medie latitudini è guidata dalla cella di Hadley (vedi le due figure).

 Questo significa la cella di Hadley si sta estendendo più del solito nel verso meridiani

Prima figura: Le cellule Hadley (una per ogni emisfero) descrivono come l'aria calda equatoriale si muove in quota dall'equatore verso nord fino a 30-35 gradi di latitudine per poi discendere al livello del mare  e da qui ritornare all'equatore come venti di Alisei.  Crediti: NASA

Le nuvole sono tra i più importanti regolatori del calore solare che raggiunge la superficie terrestre. Dove le nuvole sono assenti, le superfici più scure come il mare o la terra con vegetazione (foreste) assorbono molto calore.

Dove invece sono di solito presenti molte nuvole, esse riflettono verso lo spazio riflettono la luce solare in arrivo, causando in tal modo un raffreddamento sulla superficie terrestre. Quindi una modifica di latitudine nella distribuzione della nuvolosità influisce fortemente sul clima della Terra. Comprendere le cause profonde della migrazione della nuvolosità permetterà ai ricercatori di prevedere meglio il modo in cui esse possono influenzare il clima della Terra in futuro.

Perché questo spostamento?

Il motivo suggerito precedentemente era che il cambiamento climatico stava spostando le correnti a getto verso i poli. Ma la corrente a getto (a circa 50-60 gradi di latitudine) è le strutture  che dà luogo ai sistemi frontali (ciclone mobile + fronte freddo + fronte caldo), costituiti da ammassi nuvolosi di qualche migliaio di km e che sono la causa più frequente di maltempo alle medie latitudini, Italia compresa.

Per vedere se questa fosse la vera causa della tendenza di tali sistemi a seguire traiettorie più settentrionali, il ricercatore Tselioudis ei suoi colleghi hanno analizzato il set di dati del'International Satellite Cloud Climatology Project. Tale set è costituito da 30 anni di dati di nuvolosità ripresa dai satelliti meteorologici operativi, compresi quelli gestiti dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Hanno poi elaborato tali dati di nuvolosità con un computer per evidenziare il loro prevalente spostamento.


Quello che hanno scoperto è che lo spostamento verso il polo delle nuvole, si verifica sia nell'emisfero Nord che quello  Sud. E' stato anche scoperto che lo spostamento della nuvolosità  verso i poli  è causato da uno spostamento verso le Medie latitudini della cella di Hadley.

 Insomma è come se la regione tropicale si espandesse verso le medie latitudini." Ma questo fa sì che anche le correnti occidentali delle medie latitudini - le strutture portanti dei sistemi frontali -  vengano sospinte verso il circolo polare. E siccome tali sistemi sono preceduti dai 800-1000 km da nubi alte, sono tali nubi che più frequentemente hanno preso l'abitudine di invadere il circolo polare.

 I risultati sono stati pubblicati in Geophysical Research Letters , una rivista della American Geophysical Union. Gli scienziati stanno lavorando per capire esattamente il motivo per cui i tropici sono in espansione, ma si pensa che l'evento sia connesso  ad un clima sempre più caldo.

Conseguenze per l'Italia?

Nella cella di Hadley sulla verticale della fascia equatoriale ed oltre i 2-3 km, è presente un'alta pressione (il famigerato anticiclone Nord africano)

Pertanto una maggiore espansione verso Nord della Cella di Hadely, comporta anche maggiori incursioni del rovente anticiclone Nord africano verso la nostra penisola, un evento che nell'ultimo decennio si  è in effetti accentuato.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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