In pubblicazione il 18 GIU 2015

Le trombe d’aria nella Storia d’Italia

Anche Machiavelli osservò da vicino gli effetti devastanti delle trombe d'aria


Fonte Immagine: ritratto Machiavelli

 

Fra i fenomeni atmosferici più violenti osservabili sul nostro territorio ci sono senz’altro le trombe d’aria. Le trombe d’aria del resto fanno parte da sempre degli ingredienti tipici del clima italiano, come testimoniato anche in molti scritti del passato.

Ne parla ad esempio, in una nota per il Segretario di Stato Vaticano, il gesuita Ruggero Giuseppe Boschovich, che nel descrivere una violenta tromba d’aria che nel giugno del 1749 devastò alcuni quartieri di Roma scrive di un temporale animato da lampi furiosi e tuoni fragorosi e dell’improvvisa comparsa di un “nuvolone oscuro, lungo e denso, che ogni tanto andava infiammandosi”, e che a tratti toccava il suolo per poi all’improvviso sollevarsi verso la nube.

Germiniano Montanari, illustre astronomo del XVII secolo, descrisse invece nell’opera Le Forze di Eolo i devastanti effetti di una tromba d’aria che nel 1686, dopo aver attraversato circa 50 chilometri di pianura veneta, investì con violenza la città di Verona.


E anche uno dei nostri più noti autori rinascimentali, Niccolò Machiavelli, potè verificare di persona, come da lui stesso scritto nelle Istorie Fiorentine, quanto devastanti possano essere le conseguenze del passaggio di una tromba d’aria. Nel testo infatti egli descrive la distruzione cui si trovò di fronte durante l’estate del 1456 nell’attraversare la Toscana di ritorno da un viaggio sulla costa adriatica: la regione infatti era appena stata colpita da una violentissima tromba d’aria, che nel suo racconto i testimoni descrivono come assai ampia, del diametro di circa 4 miglia, e animata da venti tanto furiosi che il rumore da loro prodotto ricordava quello del terremoto.

Machiavelli, oltre a riportare le testimonianze altrui, descrive anche ciò che vide di persona: in particolare riporta che nei dintorni di San Casciano molte abitazioni furono completamente rase al suolo e numerose persone persero la vita, mentre i tetti delle chiese di San Martino a Bagnolo e di Santa Maria della Pace furono divelti dalle costruzioni e ritrovati a diversi chilometri di distanza, e lungo tutto il tragitto seguito dalla tremenda tromba d’aria trovò querce e altre robuste piante sradicate dal terreno e disseminate per i campi. Insomma, se fosse vissuto in epoca moderna, senza dubbio Machiavelli avrebbe descritto la scena come il risultato di un intenso bombardamento.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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