In pubblicazione il 18 OTT 2018

Una grande muraglia contro i tornado

E’ l’ambiziosa e decisamente bizzarra idea che arriva da un’università americana per arginare le devastazioni causate da questi violenti fenomeni atmosferici


Fonte Immagine: Pixabay

 

Alte mura in passato hanno tenuto lontani eserciti agguerriti piuttosto che la furia di fiumi in piena, ma in futuro potrebbero addirittura proteggerci dalla potenza distruttiva dei… tornado! Il Professor Rongjia Tao della Temple University infatti sostiene che con la costruzione di tre grandi barriere, posizionate rispettivamente lungo il confine tra Kansas e Oklahoma, nel North Dakota e in una regione fra Texas e Louisiana, si potrebbe ottenere una sensibile diminuzione dei pericoli portati da questi fenomeni meteo estremi in tutta la Tornado Alley (ovvero la regione del Mondo maggiormente colpita dai tornado).


Nell’idea di Tao queste muraglie dovrebbero essere gigantesche perché servirebbero come vere e proprie barriere montuose artificiali, in grado di ostacolare le correnti atmosferiche che normalmente confluiscono in questa zona, limitando così lo scontro fra masse d’aria calde e venti freddi e asciutti che originano i tornado. Le muraglie dovrebbero quindi essere posizionate attraverso decine di chilometri di territorio, essere alte almeno 300 metri e lunghe non meno di 45 metri ciascuna: un’opera colossale, che costerebbe agli americani 60 miliardi di dollari per circa 160 chilometri di muraglia!

Chiaramente lo studio di Tao ha ottenuto numerose critiche e diversi pareri contrari, anche fra i meteorologi: molti esperti, oltre allo scetticismo sull’effettiva efficacia di tale misura, sottolineano infatti che a livello regionale potrebbero esserci numeri effetti meteo collaterali difficili da prevedere, e qualcuno (come il meteorologo Dave Freeman) ipotizza addirittura sconvolgimenti climatici che porterebbero una pioggiarellina fine e gelata a cadere con insistenza per gran parte dell’anno su quasi tutto il Kansas, dove rimarrebbe bloccata l’aria più fredda.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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