In pubblicazione il 9 GIU 2016

Uragani atlantici 2016: saranno pochi, tanti o nella norma?

Con giugno inizia la loro stagione con durata fino novembre. Chi ha scelto i Caraibi come meta estiva farà bene a leggere questo articolo


Fonte Immagine: NOAA

 

Il 27 maggio, i meteorologi da Centro Climate Prediction del NOAA hanno pubblicato la loro preliminare previsione  per la stagione 2016 degli uragani atlantici.

Lo studio ha indicato che la probabilità  sia una stagione con numero di uragani quasi normale  è del 45%;  sopra al normale 30% di possibilità,  o al di sotto del normale 20% di probabilità.

 Tuttavia, i meteorologi avvertono che previsione di quest'anno ha più margini di incertezza del solito, in parte perché non sono sicuri se sia giunto al termine il ciclo trentennale della fase di riscaldamento dell' Atlantico,  ciclo noto come AMO (Atlantic Multidicadal Oscillatio - figura).

 

Il grafico di copertina mostra l'attività degli uragani stagionali a partire dal 1950 sulla base dell'indice ACE  (A ccumulated C yclone E nergy )

 L''indice  sintetizza l'intensità e la durata di tutte le tempeste  tropicali (vento inferiore a 64 km/ora) e  di tutti uragani di quella data annata.

 Stagioni con molti e/o forti uragani hanno un valore più alto. 

 Utilizzando l'indice ACE, è relativamente facile individuare  periodi ("ere") ad alta o bassa attività  per gli uragani dell'Atlantico.

In particolare vi è stata una fase di alta attività a partire dal 1995, con 13 su 21 annate (62%) con indice ACE al di sopra della norma e solo quattro annate sono stati inferiori al normale (1997, 2009, 2013 e 2015). 

Tutto ciò contrasta che con la fase di bassa attività  dal 1971-1994, quando nella metà delle stagioni l'indice era sotto il normale e solo due sono state al di sopra normale (1980 e 1989).

Le "ere" ad alta attività, 1950-1970 e dal 1995-oggi,  coincidono con la fase di riscaldamento naturale della temperature della superficie dell'Atlantico dovuta all'AMO.

 L'era di  bassa attività del 1971-1994 coincide con la fase fredda dell'AMO.

La fase calda del AMO è associata ad un oceano Nord Atlantico più caldo del normale con un monsone più forte e più umido in Africa occidentale. Queste condizioni rendono il bacino favorevoli per lo sviluppo degli uragani. La fase fredda della AMO porta il contrario.

Ogni fase dura in genere 25-40 anni, ma il passaggio dell'AMO dalla fase fredda a quella calda e viceversa  può essere brusco( pochi anni) e quindi difficile da prevedere. 

Come mostra il grafico, due delle ultime tre stagioni degli uragani dell'Atlantico si sono rivelate al di sotto della media. Tuttavia, può essere difficile sapere a destra del grafico cosa stia accadendo ovvero se nell'AMO sia in atto una inversione della fase di riscaldamento della superficie del mare o se sia solo un breve periodo.

Questa incertezza  ha fatto sì che le previsioni NOAA siano meno sicuri rispetto a quelle degli ultimi anni.

 Un'altra incertezza riguarda i tempi della scomparsa degli impatti di El Niño e il potenziale aumento di La Niña. El Niño tende a sopprimere l'attività degli uragani atlantici, mentre La Niña tende a incrementarlo.

Tutte queste influenze climatiche forniscono forcing contrapposti in atmosfera e nell'oceano, e gli scienziati NOAA restano in attesa fino ai primi di agosto per valutare prima di emettere con più certezza la loro previsione sulla stagione degli uragani atlantici.

.

 

 

 

Fonte Articolo: Tom Di Liberto NOAA

ULTIMI ARTICOLI

21 SET
Dall'estate... al vero autunno, in poche ore!
Flessione termica attesa nella giornata di lunedì
20 SET
Temperature anomale continuano ad interessare la Penisola, ma da lunedì cambierà tutto
19 SET
Nella nuova settimana si volterà pagina, la lunga fase settembrina verrà archiviata
19 SET
Vortice mediterraneo porterà intense precipitazioni
20 SET
Ecco le temperature massime raggiunte quest'oggi
18 SET
Un nuovo studio raddoppia le morti provocate dallo smog