In pubblicazione il 14 AGO 2015

E c'è chi FERRAGOSTO lo passerà tra Fango, case inagibili, mobili da buttare e...

La situazione in CALABRIA dopo l'alluvione lampo


Fonte Immagine: La Repubblica

 

Mentre tutti stiamo decidendo dove passare il Ferragosto, o l'abbiamo già deciso da tempo e aspettiamo solo che arrivi la giornata di Sabato 15, c'è una zona in Italia che non festeggerà. Parliamo del Cosentino, in Calabria, i paesi di Corigliano Calabro e soprattutto Rossano e zone limitrofi. La situazione dopo l'alluvione lampo dei giorni scorsi resta critica. Il Nubifragio ha scaricato in circa 12 ore punte di 200 mm di pioggia nella zona del Cosentino ed ha fatto ingrossare e straripare il torrente Citrea, allagando l'intero paese. Nei disastri ambientali "c'è molta colpa dell'uomo con abusi edilizi e talvolta costruzioni anche negli alvei dei fiumi. Dal punto di vista urbanistico dico mai più condoni edilizi", ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, nel corso del sopralluogo a Rossano. "L'Italia è a grandissimo rischio perchè per troppo tempo non è stata fatta manutenzione e adesso perchè il clima è cambiato - ha aggiunto Galletti - . E' necessario puntare sulla prevenzione. In Calabria abbiamo aperto 70 cantieri per 78 milioni di investimenti e ne apriremo 150 per 158 milioni. E' l'inizio di un lavoro che sarà molto lungo. Il Cdm sarà veloce nel valutare lo stato di emergenza". "Ci sono danni notevoli alle abitazioni e alle attività economiche, soprattutto di balneazione - ha aggiunto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, che ha accompagnato il ministro - . Dopo ferragosto, quando avremo fatto la ricognizione dei danni, convocherò una giunta per formalizzare al governo la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza" E intanto nei due paesi si continua a spalare fango, a buttare mobili ed oggetti personali, ad accatastare le auto completamente da buttare. E così si trascorrerà il ferragosto. Tantissimi i tratti di strada franati, disagi alla circolazione, diversi i black out elettrico per diverse ore per 10 mila persone, con le cabine Enel invase dall'acqua. Ben 500 le persone evacuate nella prima notte che hanno dormito in due centri di accoglienza. A Rossano una vera e propria catena umana si è attivata per assistere i cittadini in difficoltà. Molti gli agriturismi, le case parrocchiali e le abitazioni private che si sono fatte carico di ospitare i più disagiati e deboli, quali i disabili e i bambini per evitare loro un ennesimo disagio nel dormire ammassati.
Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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