In pubblicazione il 7 AGO 2015

NEPAL: alto il rischio di nuovi Terremoti, ecco perchè

Lo spiegano due importanti studi


Fonte Immagine: Web

 


Due studi pubblicati sulle riviste Nature Geoscience e Science, coordinati rispettivamente da Jean-Philippe Avouac, dell'università britannica di Cambridge, e da John Galetzka, del consorzio Unavco specializzato nella Geodesia affermano che in Nepal è ancora molto alto il rischio di forti terremoti. "Combinando dati storici e dati satellitari, sappiamo già da tempo che una porzione di faglia a Ovest di Kathmandu, di circa 800 chilometri, non ha scaricato l'energia accumulata nel tempo'', ha spiegato il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). ''Si tratta - ha aggiunto - di energie tali da causare scosse sismiche molto violente. Se finora potevamo fare stime con una limitata precisione, i nuovi dati documentano meglio la situazione e evidenziano aspetti nuovi". Da un lato i dati evidenziano che il terremoto del 25 aprile 2015, di magnitudo 7,8, ha avuto un fronte d'onda 'dolce' e ciò ha evitato distruzioni ancora peggiori. La frequenza delle onde avrebbe infatti limitato i danni in molti degli edifici medi, quelli abitativi, e colpito di più quelli molto alti. Allo stesso tempo emerge però che l'energia accumulata nel sottosuolo (a causa della costante spinta tra la placca indiana e quella euroasiatica) non si sarebbe completamente 'scaricata' e ciò potrebbe portare ancora a violenti terremoti nell'area già interessata di Kathmandu. Le notizie peggiori riguardano però le città a Ovest della capitale: sarebbero infatti quasi 500 anni che l'energia accumulata lungo i 300 chilometri occidentali della faglia non trova sfogo. "Non possiamo sapere se questa energia si libererà tutta insieme - ha spiegato Amato - o più gradualmente in momenti successivi. Secondo gli autori, se si liberasse tutta in un'unica scossa si potrebbe generare un terremoto molto violento simile a quello del 1505, che si stima fosse di magnitudo 8,5". Ansa


Fonte Articolo: ANSA

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