In pubblicazione il 30 OTT 2018

Un fiume di fango si abbatte nella notte su Dimaro, Trento (Val di Sole). Foto

Oltre 600 millimetri in poco meno di 3 giorni: il bilancio delle piogge sull'arco alpino centro orientale

Report: Mauro Bezzi
Report: Mauro Bezzi
Fonte Immagine: Mauro Bezzi

Mai una perturbazione così forte sulla Penisola Italiana: venti tempestosi, eventi meteo estremi, record di fulmini (oltre 320 mila), alluvioni, chicchi di grandine grossi come arance (complici le grandi quantità di sabbia presenti in atmosfera), sono gli ingredienti che tutti insieme hanno flagellato e ferito profondamente tutto il Territorio, dalle regioni settentrionali alle regioni meridionali.


Quella di lunedì 29 ottobre 2018 passerà così alla storia come una delle peggiori parentesi instabili degli ultimi anni.


La causa è da ricercare nei fortissimi contrasti termici, con un bacino del Mediterraneo rovente - parecchi gradi oltre le medie del periodo - che a contatto con i flussi d'aria piuttosto freddi, responsabili della neve a bassa quota su Spagna, Marocco e Algeria, ha creato un cocktail ideale per la genesi di un’autentica tempesta. Basti pensare che il minimo depressionario in poco più di 12 ore ha perso circa 20 hPa, portando valori al suolo tra 978 e 975 hPa nel settore nord occidentale italiano, un vortice con caratteristiche esplosive.

Tra le zone più colpite il Nord Est, in particolare il settore friulano, e tutta la Liguria, ove si misurano punte di 600 millimetri caduti nell’arco dei 3 giorni, tra sabato, domenica e lunedì.

Foto della valanga di fango e detriti che nella notte tra il 29 ed il 30 ottobre si è abbattuta su Dimaro, in Val di Sole provincia di Trento. Report: Mauro Bezzi



Fonte Articolo: Andrea Tura

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