In pubblicazione il 11 FEB 2016

Vortice polare artico : buco dell'ozono record?

Colpa delle attuali temperature della stratosfera polare fino a -80°C


Fonte Immagine: NOAA

 

Il  vortice polare artico è in questo periodo  particolarmente forte ed estremamente freddo. Le basse temperature fino a -80°C favoriscono però la formazione dei nubi stratosferiche polari (PSC = Polar Stratospheric  Clouds)  le quali intrappolano al loro interno l'ozono  determinando un buco nell'ozonosfera.

Gli esperti temono  pertanto per la prossima primavera un buco dell'ozono particolarmente massiccia. La perdita dello strato protettivo dell'ozono  consentirebbe l'arrivo fino al suolo  dei raggi UV di tipo A e B, molto nocivi per la Biosfera

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°quando la temperatura della stratosfera polare  scende fin a - 80/-70  °C  viene favorita  la formazione, tra 10 e 25 km,  di nubi stratosferiche (PSC = Polar Stratospheric Clouds) generate dalla condensazione del poco vapore acqueo e dalla solidificazione di aerosol di varia natura (vulcanica, antropica) e composizione ( H2SO4, HNO3, HCl) .

I composti gassosi a base di Cl derivano quasi tutti dalla trasformazione dei CFC (clorofluorocarcuri), comunemente noti come Freon.

 I CFC sono facilmente fotodissociati dalla intensa radiazione UV

                                    CFC + h·f = Cl + ....


L'atomo di cloro  catturare un atomo di ossigeno dando luogo a molecole di ossido di Cloro (ClO), il quale a sua volta è  parzialmente eliminato dal biossido di azoto

                                    ClO  + NO2  =  ClONO2  (nitrato di cloro)   

Altri atomi di cloro si combinano con il Metano (CH4) per formare poi acido cloridrico (HCl). Nell'inverno polare  il cloro rimane inattivo e congelato all'interno delle  PSC sotto forma ClONO2 e di HCl,  (serbatoi del Cloro).  

Ma con un vortice polare molto freddo anche  l'ozono viene intrappolato nelle PSC sotto forma di nitrato di cloro e quindi non riesce più ad esplicare la sua funzione vitale di cattura dei raggi UV di tipo B e C, i più energetici e quindi i più nocivi per la biosfera terrestre.

 

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci
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