In pubblicazione il 30 OTT 2015

Autunno: i venti non sono amici

Il vento è uno dei fenomeni meteo che più disturba il nostro corpo e la nostra psiche


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

L’autunno, così come la primavera, per effetto della sua spiccata variabilità è anche la stagione del vento: le perturbazioni che giungono sul nostro Paese sono nella maggior parte dei casi anticipate, da venti caldi meridionali (Scirocco, Libeccio) e seguite da venti più freschi settentrionali (Maestrale, Tramontana).

Il vento è uno dei fenomeni meteorologici che più infastidiscono il nostro corpo e  la nostra psiche: mal di testa, nervosismo, insonnia, stanchezza, irascibilità sono solo alcuni dei malesseri che molte persone lamentano nelle giornate ventose. Il tutto è legato alla ionizzazione dell’atmosfera dovuta allo strofinio delle molecole d’aria le une contro le altre e contro gli ostacoli al suolo. L’atmosfera si carica così di ioni positivi che interferiscono con gli impulsi elettrici alla base della nostra attività cerebrale e del legame tra sistema nervoso centrale e periferico.  

Ma il più insidioso in questa stagione, perché più frequente, è lo Scirocco, la cui sindrome era già nota nel mondo greco-latino.

Gli effetti psicosomatici si manifestano soprattutto nelle regioni meridionali della penisola perché qui il vento, di origine nordafricana, giunge ancora molto caldo e molto secco e quindi  riesce ad si elettrizzarsi  fortemente per strofinio. Sono più sensibili allo Scirocco i soggetti soffrono di disturbi neurovegetativi o psichici, di iper-tiroidismo, ipo-surrenalismo e di pressione sanguigna. Causa malessere, cefalea, astenia, ansia, insonnia, ipotensione, svogliatezza, difficoltà di concentrazione, apatia, senso dio confusione. La sindrome compare di solito con un anticipo di 24-36 rispetto all’arrivo del vento vero  e proprio.

Del resto lo Scirocco è il vento più noto e più frequente della penisola perché non vi è regione che sfugga alle sue tiepide correnti. Sulle estreme regioni meridionali era ed è ritenuto tuttora un vento foriero di disgrazie e malattie. La credenza popolare ha una base di verità e affonda le sue radici nel lontano passato quando il Nord Africa era sede permanente di focolai di malattie infettive endemiche i cui germi venivano trasportati verso il Sud dell'Italia da zanzare e moscerini, pessimi volatori ma molto abili nello sfruttare le correnti aeree sciroccali.

Gli effetti più vistosi dello Scirocco si avvertono in Sicilia, ove il vento, oltre a giungere piuttosto  caldo e secco, nella discesa sul versante settentrionale dei rilievi isolani si riscalda ulteriormente per compressione. Gli sbalzi di temperatura possono raggiungere in questi casi valori inimmaginabili: il 29 agosto 1945, ad esempio, a Palermo i venti di Scirocco fecero salire la colonnina di mercurio fino a 49 gradi in poche ore. E' evidente che in tali condizioni il nostro sistema di termoregolazione  venga seriamente compromesso con effetti dirompenti a cascata su tutto l'organismo, specie a carico della sfera mentale, complice anche la ionizzazione positiva dell'aria per strofinio. In questi casi  sono molti gli individui che avvertono eccitazione cerebrale, mania di suicidio e  forte istinto di aggressività.

Tuttavia tutti i venti caldi e secchi del globo godono di una pessima fama, come il Santa Ana  nella California meridionale, lo Chinook delle Montagne rocciose, lo  Sharav Israele, l'Autan in Aquitania in Francia. Ad esempio, uno studio dell'università di Los Angeles ha mostrato che quando soffia il Santa Ana aumenta del 30-40% il numero di omicidi e di aggressioni. Ed il celebre Thomas Man scriveva a proposito dello Scirocco in "Morte a Venezia" :"Più egli andava più si sentiva depresso per la nocività dello Scirocco, uno stato combinato di supereccitazione e di abbattimento, una specie di angoscia uscita dai suoi pori".

Wikipedia

Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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