In pubblicazione il 11 SET 2018

Buon umore, sonno, risveglio: stimolati da ormoni

Ma ormoni stimolati dal ciclo della luce solare

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L’effetto più evidente della luce solare è quello di rendere visibile gli oggetti, le persone, gli edifici, insomma tutto ciò che ci ruota attorno, dopo l’oscurità della notte. 

Ma anche se non ce ne rendiamo conto l’azione della luce si riflette profondamente a livello psichico, anche se ne siamo meno consapevoli, perché stimola la mobilità e l’attività, al contrario dell’oscurità che induce alla calma ed al riposo. 

La luce solare ha il dono di favorire infatti la produzione di serotonina, sostanza che provoca una  gradevole sensazione di benessere e appagamento e che allo stesso tempo ha un’azione rilassante perché riduce la concentrazione nel sangue di ormoni, come noradrenalina e adrenalina, responsabili dello stress.

 Ecco perché un periodo di oscurità prolungato, come quello tipico delle regioni polari, ha un’azione deprimente sui nervi e sulla psiche: per far fronte a questo genere di inconvenienti si può contare anche su forme “ad hoc” di luce artificiale che sembrano avere effetti benefici analoghi a quelli della luce solare (fototerapia). 

In questo ambito sono state addirittura elaborate tecniche per combattere alcuni disturbi della psiche o per migliorare le condizioni lavorative in caso di turni notturni, basate proprio sulla luce.  

E anche il sonno è il risultato di un complesso insieme di “manovre” nelle quali gioca un ruolo fondamentale l’assenza di luce. Con l’approssimarsi del buio infatti l’organismo viene invitato a diminuire la temperatura corporea, la pressione sanguigna e i battiti cardiaci. Tutte queste operazioni sono stimolate da “messaggeri” che hanno proprio il compito di avvisare l’organismo che sta per arrivare il momento di “spegnere l’interruttore”. 

Il più determinante tra questi trasmettitori è la melatonina, la cui produzione è stimolata, appunto, dal buio notturno e inibita dalla luce diurna: quando i suoi livelli aumentano, aumenta anche la predisposizione al sonno.

 Noradrenalina, adrenalina e cortisolo sono invece i neurotrasmettitori responsabili del risveglio e vengono prodotti all’avvicinarsi dei primi bagliori del mattino, mentre diminuisce la secrezione di melatonina, per consentire all’organismo di svegliarsi. 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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