In pubblicazione il 29 MAG 2016

Cambia il clima, e gli eserciti si spostano al Polo Nord

Il Global Warming scatena la corsa alla conquista degli enormi giacimenti sui fondali dell’Oceano Artico


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Man mano che il Polo Nord si surriscalda (la regione artica è quella al Mondo in cui nell’ultimo decennio le temperature medie sono cresciute di più) e che la Calotta Polare si rimpicciolisce, cresce l’interesse delle nazioni limitrofe per le risorse che questa regione (una volta) estrema del Pianeta ancora nasconde.

In effetti secondo uno studio del Geological Survey degli USA nei fondali dell’Oceano Artico si nascondono circa il 30% dei giacimenti ancora sconosciuti di gas naturale e il 13% di quelli di petrolio: insomma, enormi quantità di preziosissime risorse che hanno spinto diversi paesi la presenza militare al Polo Nord e convinto USA, Russia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Islanda, Svezia e Canada della necessità di avviare negoziati più stretti per discutere della sicurezza e di una migliore definizione dei confini della regione artica.


Del resto alcune nazioni, e in particolare gli Stati Uniti, hanno già cominciato a trivellare i fondali dell’Artico e a spostare al contempo contingenti militari sempre più numerosi nelle regioni ai confini del Circolo Polare, sia per far fronte a eventuali emergenze che dovessero presentarsi sia per meglio presidiare i confini nell’ottica di una regione artica molto più trafficata di quanto non sia stato finora.

Insomma, man mano che il Global Warming costringerà i ghiacci alla ritirata, il Polo Nord diventerà sempre più una regione di importanza strategica sia dal punto di vista economico-commerciale che da quello militare. 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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