In pubblicazione il 21 LUG 2016

Escursione in montagna: se sei in difficoltà ecco come chiedere aiuto

Il pericolo è sempre dietro l'angolo


Fonte Immagine: Soccorso

 


Siamo nel periodo più consono per fare una bella escursione in montagna, sulle Alpi o sull'Appennino. Spesso si organizzano escursioni di gruppo, più sicure, ma capita di muoversi anche in due o da soli. A volte il pericolo è sempre dietro l'angolo. Se necessario come si fa a chidere soccorso? Ecco qualche consiglio del CNSAS riguardo la sicurezza in montagna. -Quando si contatta il 118 viene chiesto in genere di non spostarsi dal luogo in cui ci si trova. Cercate, se potete, di seguire questo consiglio quando vi viene dato: faciliterete la vostra individuazione da parte dei soccorritori; potreste non essere più raggiungibili telefonicamente a poca distanza dal punto in cui prima c’era copertura; potreste ritrovarvi in una situazione peggiore. -Come comportarsi: Veloci, senza panico e con precisione; sono questi i requisiti essenziali per un’efficace richiesta di soccorso in montagna. -La chiamata di soccorso deve avvenire tramite il numero unico di emergenza sanitaria 118 rispondendo con calma e con precisione all’operatore specificando: le proprie generalità; da dove si sta chiamando (dire all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta); il numero di telefono da cui si sta chiamando. Il telefono non deve mai essere abbandonato; se la chiamata dovesse interrompersi è importante che sia lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare. -Vanno inoltre specificate: l’esatta località dove è successo l’incidente (comune, provincia, sentiero, rifugio o altri riferimenti rilevabili sulla cartina topografica, eventuali coordinate Gps); cosa è successo, con una breve e precisa descrizione di ciò che è accaduto; quante persone sono state coinvolte nell’incidente (ed eventuali altre persone presenti ed illese); le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e nell’incidente (difficolà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, etc.); l’esatta posizione del ferito (seduto, disteso supino, disteso prono, appeso, altro). Fonte: montagna.tv


Fonte Articolo: Andrea Raggini

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