In pubblicazione il 16 NOV 2018

Freddo: perché alcuni sono più freddolosi di altri

In particolare le donne in genere sono più freddolose degli uomini

Pelle d'oca
Pelle d'oca
Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

La temperatura corporea è regolata dall’ipotalamo, una ghiandola alla base del cervello.

Un miliardo di cellule termoricettori sulla nostra pelle 

L’ipotalamo è il punto di raccolta e di analisi di tutti gli stimoli raccolti da tali cellule.

Sulla base delle informazioni così pervenute, il cervello cerca di rispondere ai bisogni temici del corpo, facendo affluire più meno sangue, attraverso la dilatazione o il restringimento dei vasi sanguigni o dirottando il flusso verso certe parti del corpo piuttosto che altre. 

Nei freddolosi probabilmente vi è una più ridotta percezione degli stimoli termici provenienti dall’ambiente esterno o un meno attivo sistema circolatorio ovvero la quantità di sangue che viene inviata dalle arterie verso i capillari. 

Secondo la medicina, nel primo caso ci potrebbe essere una distribuzione irregolare o esagerata di termoricettori che quindi invierebbero al cervello informazioni non corrette. Nel secondo caso invece vi sarebbe una carente distribuzione del sangue nei capillari cosicché  il cervello si trova meno pronto a rispondere ad una effettiva necessità dell’organismo di aumentare la temperatura corporea per far fronte ad un abbassamento delle temperatura esterna. 


Nella percezione sensoriale della temperatura esterna esistono, come era lecito attendersi,  differenze non trascurabili da un sesso all’altro. 

Donne più freddolose degli uomini

In effetti l’80%  circa delle persone di sesso femminile sono più freddolose dell’uomo, una diversità biologica che è spesso fonte di disaccordo e di battibecchi tra moglie e marito, come quando, ad esempio, si tratta di decidere, in inverno, il livello del riscaldamento domestico e l’uso o meno del piumone nel letto. 

In particolare è accertato che la maggior parte delle donne avverte in media una temperatura più bassa di circa 1/2 di grado rispetto a quella effettivamente presente nell’ambiente circostante.  Apparentemente  una diversità stima sensoriale di mezzo grado potrebbe sembrare una quantità ininfluente e trascurabile in termini di sensazioni di freddo. 

In realtà non è proprio così. Insomma uno sbalzo di mezzo grado viene interpretato dal nostro organismo come evento rilevante tanto che quando la nostra temperatura corporea sale da 36.5 a 37 °C,  avvertiamo subito che abbiamo “qualche linea di febbre” prima ancora di mettere mano al termometro.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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