In pubblicazione il 3 LUG 2016

I vuoti d’aria…in aereo

Terrore dei passeggeri! Cosa sono?


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Tempo di ferie: sono ormai moltissimi coloro che si spostano in aereo.

 Nel 99% dei casi il volo si svolge in maniera tranquilla, ma talvolta l'aereo può incorrere in fastidiosi vuoti d'aria i cui fratelli minori, sono quei bruschi e cadenzati sussulti avvertiti per pochi minuti talvolta durante il volo di crociera tanto che in questi casi la voce della hostess vi invita ad allacciare le cinture di sicurezza.

Ma cosa sono i vuoti d'aria?

Ebbene nella medio-alta troposfera  scorre la corrente  a getto, un fiume velocissimo di aria (fino a 300-400 km all’ora), largo 200-300 km, lungo 2-3 mila km, posto  in genere tra i 6 e i 10 km di altezza e che si sposta di latitudine di giorno in giorno.

E come ai margini di un fiume la corrente genera, per attrito, vorticosi mulinelli, così ai bordi della corrente a getto, l’attrito con la meno veloce aria circostante genera vortici, soprattutto nel piano verticale, con diametro talvolta anche di 200-300 metri. Un aereo che incappi nel ramo discendente del vortice, viene trascinato verso il basso per qualche centinaio di metri in pochi secondi – quello che la gente chiama, impropriamente, “i vuoti d’aria” - con grave disagio ai passeggeri ma anche, seppure in rarissimi casi, con dannose sollecitazioni meccaniche sull’aereo e rischio di perdita del controllo del mezzo.


Il fenomeno è noto, in aviazione,  come C.A.T. (Clear Air Turbolence) perché si manifesta anche con cielo sereno. Il controllo del traffico aereo (nel nostro caso l'ENAV = Ente Nazionale Assistenza Volo) segnala in tempo al pilota le aree sorvolate ove potrebbe essere presente il fastidioso fenomeno sulla base di avvisi di sicurezza ("SIGMET" = SIGnificant METeorological infomation ) emessi dai centri meteorologici competenti per la FIR (Flight Information Region) di competenza.

 Lo shuttle nel 2005 dovette ritardare l’atterraggio appunto perché lungo il sentiero di discesa era presente una corrente a getto.

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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