In pubblicazione il 13 LUG 2021

Il caldo killer del futuro

L’aumento della temperature in futuro potrebbero causare numerose vittime, in particolare in alcune categorie a rischio


Fonte Immagine: Pixabay modificata

Il decennio dal 2011 al 2020, dati alla mano è risultato a livello planetario il più caldo dell’Era Moderna, e il riscaldamento del nostro Pianeta non sembra volersi arrestare, facendoci intuire un futuro ancora più caldo. Con conseguenze che potrebbero essere devastanti per la salute, come suggeriscono anche alcune recenti ricerche.


Apocalise caldo, peggio di una guerra


La conferma di quanto potrebbe diventare pericoloso il caldo arriva dall’America e in particolare da quanto contenuto in un recente studio che, considerando un graduale ulteriore aumento delle temperature medie della Terra, dipinge uno scenario quasi apocalittico: secondo gli studiosi infatti nei soli Stati Uniti entro la fine del secolo le morti prematuri premature a causa del gran caldo saranno circa 150000! L’analisi, condotta dagli studiosi del Natural Resources Defense Council, indica anche quali città, negli Stati Uniti, saranno maggiormente falcidiate dall’aumento del numero di giornate eccezionalmente calde: entro la fine del secolo infatti le ondate di caldo torrido potrebbero causare circa 19000 decessi in più a Lousiville, 7900 a Detroit e 16600 a Cleveland. A rendere queste metropoli più vulnerabili di altre sarebbe la maggior concentrazione di gente povera con scarsa possibilità di ricorrere all’aria condizionata per attenuare gli effetti del caldo torrido.

Anziani e cardipatici più a rischio

Purtroppo l’analisi, benché condotta sul territorio degli Stati Uniti, riflette con buona approssimazione – e con le dovute proporzioni - anche i possibili scenari per l’Italia del futuro: anche il nostro Paese infatti andrà molto probabilmente incontro a stagioni estive che, di decennio in decennio, diventeranno via via più calde, con un inevitabile aumento dei rischi per la salute, soprattutto tra la popolazione anziana e i cardiopatici. Ma come mai proprio queste categorie risultano particolarmente vulnerabili alle giornate molto calde? Sono particolarmente interessate proprio queste categorie perchè quando le temperature sono alte aumenta anche il rischio di disidratarsi, pericolo cui gli anziani sono maggiormente esposti a causa della diminuita capacità dei loro tessuti di trattenere i liquidi, mentre il cuore è costretto a uno sforzo aggiuntivo – e potenzialmente pericoloso - necessario a far circolare maggiormente il sangue verso le regioni periferiche del corpo, dove l’evaporazione del sudore può raffreddarlo e consentirgli di refrigerare tutto l’organismo.

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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