In pubblicazione il 28 MAG 2016

Il Global Warming porta con sé le api assassine

A causa del cambiamento climatico questi temibili insetti si stanno spostando verso latitudini sempre più alte, e negli USA ci sono stati già spiacevoli incidenti


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

A giugno 2013 gli abitanti di un sobborgo di Dallas, in Texas, hanno dovuto fare i conti con un inquilino assai poco gradevole: circa 100 000 api “africanizzate”, che per la loro grande aggressività sono note anche come “api assassine”, si sono stabilite in una casa abbandonata, terrorizzando il vicinato uccidendo anche un cane prima di essere catturate e trasportate altrove da un esperto apicoltore.

Le api “africanizzate” sono state importate dall’Africa al Sud America alla fine degli anni ‘50, nella speranza che potessero produrre grandi quantità di miele ma, a dispetto delle aspettative, hanno cominciato a migrare verso nord, alla ricerca di climi ancor più caldi e quindi più simili a quelli di origine.

E secondo Christina Grozinger, Professoressa di Etimologia alla Penn State University, l’invasione nei sobborghi di Dallas sarebbe proprio il risultato di una migrazione favorita dal cambiamento climatico. Le api africanizzate infatti possono percorrere anche 500 chilometri all’anno alla ricerca di climi caldi a loro adatti, e a causa del Global Warming durante i mesi estivi Arizona e Texas mostrano oramai caratteristiche climatiche molto simili a quelle dei luoghi di origine di questi sciami.

Ciò significa che se le temperature medie planetarie dovessero continuare a crescere, modificando le caratteristiche climatiche delle regioni temperate più vicine ai Tropici, in un prossimo futuro anche altre zone del Nord America potrebbero ritrovarsi ad affrontare la sgradita e insidiosa visita di popolosi sciami di api assassine. A meno che non vi vengano importate (come accaduto nelle Americhe), difficile invece che possano raggiungere l’area mediterranea, protetta dalla fascia desertica del Sahara che impedisce alla fauna dell’Africa Equatoriale di migrare verso nord.

 

Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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