In pubblicazione il 2 AGO 2015

Il Jet-Lag, la sindrome da lunghi spostamenti in aereo

Quando il nostro orologio biologico va in Tilt


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

E' tempo di ferie e sono molti coloro  che hanno scelte mete lontane, raggiungibili  solo in aereo.

Se affrontate un volo che duri più di una decina di ore  o verso Ovest o  verso Est,  il nostro orologio interno si trova a essere preso contropiede e continua a mantenere ritmi che non corrispondono a quelli locali e quindi vengono date all’organismo informazioni errate. Ad esempio il corpo continua a produrre gli ormoni che regolano lo stato di veglia anche quando, per la realtà locale, è giusto l’ora di andare a letto! L’organismo infatti ha ancora la memoria dell’ora locale di partenza e serve del tempo perché esso si sincronizzi sulla nuova ora solare. Lo spostamento attraverso i fusi orari comporta quindi un’interruzione del normale ciclo sonno/veglia, che non è più sincronizzato con l’alternarsi buio/luce e compaiono sintomi che possono essere nausea, insonnia, mal di testa, irregolarità intestinale, perdita d’appetito…un fenomeno noto come  Jet-Lag


In generale si va incontro a meno inconvenienti volando verso ovest, piuttosto che verso est e questo perché è più facile ritardare la tabella di marcia che anticiparla! In parole povere, in andata, è meno “faticoso” raggiungere Los Angeles che Tokyo. Gran parte dipende anche dagli orari locali di partenza e di arrivo e ovviamente dalle ore di fuso che separano le due destinazioni. Così partendo la mattina verso l’Indonesia, la notte sembrerà arrivare troppo presto tanto che, mentre per voi non è ancora giunta l’ora di cenare, la popolazione locale già vive nel mondo dei sogni. Il fatto di non sentirvi stanchi e assonnati non vi tragga in inganno perché le vere difficoltà le dovrete superare il giorno seguente. Al contrario dirigendosi verso il Canada, tirando indietro le lancette dell’orologio di qualche ora, la giornata vi sembrerà interminabile e dovrete fare un grosso sforzo per resistere in piedi per tutto il tempo che ancora vi separa dalla notte locale. Niente paura comunque, dopo due o tre giorni tutto torna alla normalità. Se volete però accorciare i tempi e godervi al massimo delle energie la vostra permanenza, il consiglio è di adeguarsi da subito agli orari della località d’arrivo, senza lasciarsi tentare da invitanti sonnellini o spuntini fuori orario, e di esporsi generosamente alla luce del sole per sfruttare il suo benefico effetto e riequilibrare il nostro stato di sonno/veglia.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci
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