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I cristalli di neve possono assumere svariate forme, soprattutto in base alla temperatura a cui si formano

I cristalli di neve possono presentarsi in numerosissime forme, tanto è vero che sono state classificate oltre 3000 diverse forme. Più in generale i cristalli generati per cattura diretta del vapore acqueo presente nell’aria (sublimazione del vapore) assumono, almeno inizialmente, la forma di una microscopica piastrina esagonale che si accresce via via che, muovendosi all’interno dell’ambiente saturo di vapore presente nella nuvola, cattura altre molecole di vapore e goccioline di acqua soprafusa, mantenendo però ancora la stessa  forma (cioè dei prismi esagonali allungati).

Dopo questa fase iniziale però il processo di accrescimento può proseguire in tanti diversi modi in base alla temperatura dell’ambiente in cui il processo avviene. In particolare se l’accrescimento del cristallo avviene a temperature comprese tra 0  gradi e 4 gradi sotto zero si formano delle lamelle esagonali piatte.

Se invece la temperatura è più bassa e si aggira attorno ai 6 gradi sotto zero la piastrina aumenta di spessore e va a creare degli aghi sottilissimi di sezione esagonale, mentre per temperature ancora più basse, con valori attorno ai 10/12 gradi sotto zero, i cristalli invece si ingrandiscono nel senso delle dimensioni maggiori dell’esagono iniziale, e si formano così delle piastrine esagonali più spesse (prismi, colonne).

Quando la temperatura scende oltre i 12 gradi sotto zero (che tra l’altro è la temperatura a cui è maggiore lo scostamento del valore di pressione di vapore saturo per acqua e ghiaccio) ma rimane superiore ai 18 gradi sotto zero la crescita del cristallo si realizza sui vertici del perimetro, con la formazione quindi di dendriti che danno alla piastrina iniziale una forma stellare a sei punte; per temperature inferiori infine la crescita del cristallo avviene nel senso dell’altezza e dà luogo alla formazione di prismi esagonali cavi internamente.

 

Fonte Articolo: 
Col. Mario Giuliacci