In pubblicazione il 28 SET 2015

Le sinfonie.... del tempo

Il suono dei fenomeni nelle opere di Stauss, Rossini, Chopin e, al top, Vivaldi


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Molte sinfonie classiche, musiche da camera e canti popolari hanno utilizzato tecniche strumentali e vocali per descrivere i rumori tipici dei fenomeni meteorologici.

 In uno degli esempi più famosi, la Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss, alcune delle diverse parti hanno titoli come Sale la nebbia, Piano piano il Sole si oscura, La calma prima della tempesta e Tuoni e tempesta.

Ma l'opera al riguardo più celebre  è rappresentata da “Le quattro stagioni”di Vivaldi,

Quattro concerti per violino e orchestra. Ogni concerto si divide in tre movimenti (e si riferisce a una delle quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Si tratta di un tipico esempio di una musica a programma cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. L’Inverno è descritto con tinte scure e tetre per evocare l’azione della pioggia e del vento gelido, al contrario l’Estate con toni accesi e drammatici per evocare l’oppressione del caldo o la violenza dei temporali in azione. Nei sonetti che lo stesso Vivaldi scrisse per meglio spiegare cosa aveva voluto esprimere con la sua musica si trovano versi che richiamano le brezze primaverili (lo Spirar de’ Zeffire t t i), il caldo sole (dura Staggion dal Sole accesa) e gli improvvisi e violenti temporali estivi (Tuona e fulmina il Ciel), la frizzante aria autunnale (L’aria che temperata dà piacere) e la neve (Aggiacciato tremar trà nevi algenti), il vento gelido (Al Severo Spirar d’ orrido Ve n t o) e le piogge dell’inverno (Mentre la pioggia fuor bagna ben cento)

Anche Chopin che, nel “preludio della pioggia”,op. 28 n. 15, descrive il rumore di una goccia d’acqua battente con un incessante ribattuto su pianoforte.


Ecco qui "il temporale" musicato da Vivaldi https://www.youtube.com/watch?v=C1QOvws3t6g

Generalmente, il tipo di tempo che più spesso viene messo in musica è la tempesta, quale stato  della turbolenza emotiva del compositore.

Un esempio può essere Benjamin Britten, con la sua Four sea interludes dall'opera Peter Grimes.

Il vento è il secondo fenomeno più utilizzato con una varietà di melodie: da una leggera brezza che provoca il fruscio degli alberi, come all'inizio del terzo movimento di Berlioz Symphonie Fantastique, ad una vera e propria tempesta antartica, come in Sinfonia Antartica di Vaughan Williams.

 Nell'opera sinfonica "la Moldava" di Svetana, è l'acqua ad essere messa in note. Infatti qui lo scorrere di uno dei più grandi fiumi della Boemia, appunto la Moldava, nel suo viaggio dalla sorgente fino alla confluenza nell’Elba, non lontano da Praga, viene magistralmente evocato in vari episodi musicali, che spesso attingono alla tradizionale musica popolare

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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