In pubblicazione il 6 GIU 2016

Lo Sbarco in Normandia: un successo grazie ai meteorologi

Il contributo dei meteorologi alleati il 6 giugno 1944: grazie a una magistrale previsione resero possibile lo sbarco in Normandia


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Se il D-Day si risolse in un successo per le truppe alleate una fetta del merito sicuramente va attribuita ai meteorologi che seguirono tutta l’operazione. Del resto l’importanza della meteorologia apparve da subito chiara al generale Eisenhower, incaricato di organizzare l’invasione delle truppe anglo-americane sulle coste della Normandia.

La buona riuscita dello sbarco oltremanica, azione indispensabile per dare una svolta al lungo conflitto, dipendeva fortemente difatti dalle condizioni meteorologiche: erano necessari un cielo sereno e un’ottima visibilità in quota, per facilitare le operazioni aeree, ma anche vento debole e mare calmo, per agevolare l’attraversamento dello Stretto della Manica da parte dei mezzi anfibi, e come se non bastasse la “ricetta” del tempo perfetto prevedeva anche la presenza di un po’ di nuvole sulla terraferma, in modo da complicare il compito della contraerea tedesca.

Eisenhower decise perciò di creare un pool di meteorologi con il preciso compito di individuare, con sufficiente anticipo, il giorno ideale per l’operazione militare. Gli scienziati indicarono in giugno il mese più adatto allo sbarco: era difatti quello in cui, con maggiori probabilità, si potevano trovare le condizioni meteorologiche desiderate.

Tuttavia c’era un altro fattore che complicava la scelta del giorno: lo sbarco infatti doveva coincidere con una marea né troppo bassa, che avrebbe costretto le truppe a percorrere allo scoperto un tratto di battigia assai ampio, né troppo alta, che viceversa avrebbe coperto alla vista dei soldati l’ultimo tratto di spiaggia, quello minato. Proprio per tali ragioni gli unici periodi buoni erano quello dal 5 al 7 giugno e quello intorno al 17-18 del mese.


Ed è qui che la bravura dei meteorologi alleati fece la differenza! All’inizio di giugno difatti essi si accorsero che una massa di aria fredda di origine polare si stava dirigendo verso le Isole Britanniche e la Francia, dove avrebbe reso vano ogni tentativo di sbarco. Tuttavia il 5, proprio nel giorno in cui nuvole e piogge si apprestavano a investire la Normandia, i meteorologi annunciarono al generale Eisenhower un probabile breve e provvidenziale intervallo di bel tempo appena dopo il passaggio della perturbazione: la mattina del 6 sembrava poter garantire le condizioni favorevoli. Fu così dato l’ordine per lo sbarco il 6 giugno, il D-day.

E in effetti, come previsto, sotto un cielo sereno, con una marea perfetta e con condizioni ideali di vento, nonostante un mare ancora mosso, quella mattina le truppe alleate attraversarono la Manica, cogliendo di sorpresa i tedeschi: le cattive condizioni del tempo previste dal servizio meteorologico tedesco infatti avevano spinto i comandanti nazisti a non prendere neanche in considerazione uno sbarco per quel giorno!

  



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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