In pubblicazione il 27 SET 2018

Meteo e zanzare: le condizioni ideali per uno sviluppo minore

Fino a settanta specie solo in Italia, grazie agli inverni miti resistono anche durante la stagione più fredda


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Con l'arrivo dei primi caldi, puntuali come le tasse, si presentano in forze con quel fastidioso ronzio di ali battute fino a 600 volte al secondo che non ti fa dormire la notte ad iniziare da maggio a giugno, i primi mesi della loro ufficiale comparsa, anche se negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici ci siamo abituati alla presenza anche durante i mesi invernali.

Sono ben 2500 le specie di zanzare che differiscono tra loro per Habitat e abitudini alimentari, di cui una settantina di queste sono state segnalate in Italia.

Le zanzare trascorrono buona parte della loro vita in acqua per diffondersi nell'ambiente circostante esclusivamente durante lo stato di adulto, dove trovano riparo nelle ore più calde della giornata tra la vegetazione.

Sono sostanzialmente due gli aspetti climatici fondamentali che influenzano la proliferazione delle zanzare: le temperature e le piogge. Più le temperature si mantengono o basse e più il ciclo di vita delle zanzare è lungo; quando le temperature medie si aggirano invece attorno ai 25 gradi, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni, è per questo che solitamente il picco di massima densità avviene tra agosto e settembre.


Primavere particolarmente fresche non impediscono certamente alle zanzare di riprodursi, ma i tempi più dilatati ci lasciano un po’ di respiro tra un attacco e l’altro.

Inoltre più le temperature sono basse più le zanzare si muovono lentamente; le piogge intense abbondanti dilavano le larve dai tombini, ma anche l'insetticida eventualmente presente e soprattutto innalzando il livello dell'acqua si determina schiusure massive.

Quindi primavere poco piovose e fresche sono l'ideale per limitare infestazioni di zanzare per il periodo immediatamente successivo. Per quanto riguarda il periodo invernale invece inverni rigidi causano una maggiore mortalità sulle forme svernanti; è vero però che una volta ripreso il loro ciclo riproduttivo, le zanzare ci mettono relativamente poco a ripopolare l’ambiente che trovano a loro disposizione, vista la capacità di incremento esponenziale che hanno.



Fonte Articolo: Andrea Tura

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