In pubblicazione il 16 LUG 2015

Notte bianca sul Cervino per festeggiare il 150° Anniversario dalla sua conquista tricolore!

Il 14 luglio del 1865 lo conquisto un inglese, 3 giorni dopo un valdostano!


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 


Era l'una e quaranta del pomeriggio del 14 luglio 1865, 150 anni fa, quando l’alpinista inglese Edward Whymper e la guida alpina francese Michel Croz raggiunsero la vetta del Cervino. I primi tentativi di salita del Cervino di cui si ha conferma risalgono al 1857 ed ebbero come protagonista Jean-Antoine Carrel, un cacciatore italiano di Avouil, un paese vicino al comune di Valtournenche, proprio sotto il Cervino, che era chiamato dagli abitanti “Grande Becca” Fra il 1857 e il 1865 la salita al Cervino dal versante italiano, scalando la cosiddetta Cresta del Leone, fu tentata quindici volte, tutte senza successo. In quel periodo la maggioranza degli alpinisti era composta da ricchi borghesi europei, che si appassionavano alle Alpi e reclutavano guide locali per farsi accompagnare in cima alle montagne. Il Cervino è una delle montagne più alte delle Alpi, e tra le più famose e belle del mondo. Whymper e Croz avevano guidato una spedizione composta da altri tre alpinisti: Douglas Hadow, Lord Francis Douglas e il reverendo Charles Hudson, più due guide svizzere, Peter Taugwalder padre e Peter Taugwalder figlio. Nel giro di poche ore quattro dei sette membri della spedizione sarebbero morti, precipitando per oltre mille metri dopo una caduta fortuita di Hadow, il più giovane e inesperto del gruppo. Ben 150 anni fa in pochi giorni ci riuscirono in due a raggiungere la vetta: prima, come detto, l’inglese Edward Whymper, poi soli 3 giorni dopo il valdostano Jean-Antoine Carrel. Per celebrare queste due imprese, dal 10 al 19 luglio, la Gran Becca è protagonista anche di notte grazie alla spettacolare illuminazione prevista. A raccontare quella che da molti è considerata una fra le montagne più famose del mondo saranno i protagonisti che l’hanno vissuta e che la vivono tutt’oggi. Come Alessandro Gogna (che nel 1969 aprì una nuova via con Leo Cerruti), “l’enfant du pays” Hervé Barmasse (quarta generazione di guide della sua famiglia) e Reinhold Messner, che proprio alla Gran Becca ha dedicato il volume “Cervino. Il più nobile scoglio” (in libreria dal 9 luglio). Non mancherà lo skyrunner valdostano Bruno Brunod, detentore fino a due anni fa del record di velocità di salita e discesa dalla vetta. Barmasse e Messner, insieme a Catherine Destivelle e Simon Anthamatten saranno i protagonisti di una serata-evento il 17 luglio a Saint-Vincent. A chiudere le celebrazioni sarà il concerto di Irene Grandi, domenica 19 luglio, al lago Blu di Cervinia. Per ricordare le vittime della prima ascesa e tutte quelle degli anni successivi il 14 luglio è si è celebrata “la giornata del silenzio”, con il Cervino chiuso agli alpinisti. Oggi, alla vigilia del 150/esimo anniversario della conquista italiana, sono in calendario una notte bianca con rievocazioni storiche, musiche e danze, oltre alla maratona cinematografica “Cervino Cinemontain 150”. Domani ci sarà una cerimonia di amicizia in vetta, tra le guide italiane e svizzere. Il Cervino ricordo che è una montagna delle Alpi alta 4478 m s.l.m., la quinta vetta dell'intera catena. È situato nelle Alpi Occidentali, sul confine tra Italia e Svizzera, lungo la sezione alpina delle Alpi Pennine. Il monte si erge isolato dal resto delle altre vette circostanti e sovrasta i paesi di Breuil-Cervinia in Italia e di Zermatt in Svizzera. Img.1 - Incisione di Gustave Doré della prima salita del Cervino Img. 2 - Le luci lungo la via dei primi salitori del Cervino, accese il 9 luglio 2015, Jean-Christophe Bott/Keystone


Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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