In pubblicazione il 24 AGO 2015

Perché gli "alieni" non hanno ancora visitato la Terra?

Domanda pertinente visto che, come qui verrà mostrato,è molto probabile la vita su altri pianeti dell'universo


Fonte Immagine: http://aforismi.meglio.it

 

Siamo stati condizionati dalla televisione e dai film ad accettare la possibilità di vita intelligente altrove nell'universo:. "Certo che c'è vita intelligente là fuori; L'ho visto la settimana scorsa in Star Trek.".  "Abbiamo visto tutto, quanto era carino, coccolone e tenero ET  di fronte alle mostruose zanne di Alien!".

Ma è probabile che non siamo soli nell'universo? E se la vita intelligente è là fuori, perché ci non hanno ancora contattato?

La prima persona a rispondere a questa domanda in modo sistematico fu Frank Drake, che ha inventato appunto l'equazione di Drake per prevedere il numero di civiltà extraterrestri nella nostra galassia, la Via Lattea. La sua equazione è piuttosto complicata, ma qui è cercheremo di darne una versione semplice e intelligibile

In primo luogo, contiamo quante stelle  ci sono nella nostra galassia?  "Miliardi e miliardi!", non c'è dubbio al riguardo.

Ma quante di queste stelle hanno pianeti? 

Fino a poco tempo, sapevamo poco o nulla al riguardo.. Ma nel corso degli ultimi 20 anni, gli astronomi hanno compiuto notevoli progressi nella scoperta di pianeti attorno ad altre stelle. Ora sappiamo che molte stelle hanno pianeti che orbitano intorno ad esse.

Potrebbe esservi  creature su uno di questi pianeti?  Ebbene occorre subito dire molti di tali pianeti sono solo palle giganti di gas, oppure troppo caldi o troppo freddi per contenere acqua allo stato liquido, la quale è la base di tutta la vita sulla Terra.

Ma alcuni di loro sembrano  possedere la giusta temperatura. Questi sono i pianeti Goldilocks: non troppo caldi e non troppo freddi per l'acqua liquida.(E questo  senza neppure considerare la possibilità che le forme esotiche di vita potrebbe sopravvivere anche senza acqua.)

Ora entriamo con il ragionamento  in un terreno un po'…paludoso:

Quante probabilità ci sono che la vita si sviluppi su un pianeta potenzialmente abitabile?

 Noi non conosciamo la risposta, ma la vita sulla Terra è comparsa molto poco dopo la formazione del nostro sistema solare, e si è incastrato in ogni nicchia disponibile, non importa quanto ostile.

Pensate infatti alle colonie di creature bizzarre che vivono nel buio perpetuo nelle profondità dell'oceano, là dove però fuoriesce  dal terreno acqua surriscaldata ricca di zolfo. Pensate ai batteri resistenti alle radiazioni e che si crogiolano felicemente in livelli di radioattività che potrebbero immediatamente uccidere un essere umano. E poi c'è una creatura che rassomiglia ad un microscopico orsacchiotto a otto zampe il quale che può vivere  prosperare in azoto liquido (-200 gradi) o in  alcool bollente. Quindi la probabilità di sviluppare la vita su mondi abitabili sembra molto alta.

A questo punto sorge una'altra domanda clou:

quanto è probabile che in queste forme di vita si sviluppi l'intelligenza? 

Questa rimane una questione aperta. Ma molti scienziati considerano la vita intelligente quasi inevitabile, e in questo caso nella galassia  ci dovrebbero essere molte civiltà aliene.

E qui allora l'ennesima domanda:

Se la galassia brulica di alieni, dove sono? 


Purtroppo i viaggi interstellari sono impediti  dalla impossibilità di viaggiare velocità della luce (300 mila km al secondo), quindi forse non è una sorpresa che nessuno ci ha visitato.  Ma dovremmo almeno essere in grado di rilevare i segnali radio degli alieni ( i quali appunto viaggiano alla velocità della luce), o da tentativi di contattarci via radio direttamente.

Ecco allora un'altra domada:

 Perché i nostri amici alieni non ci hanno contattato almeno con segnali radio?

Questa domanda è stato notoriamente formulata dal fisico italiano Enrico Fermi,  tanto che è nota come  paradosso di Fermi: tutte le nostre argomentazioni suggeriscono che civiltà aliene dovrebbero essere comuni, ma abbiamo avuto  alcun segno della loro esistenza.

Perché?

Una prima possibile risposta è che la vita intelligente è  un evento davvero raro.

 La mia opinione personale (ed è solo un parere) è che la vita è comune, ma la vita intelligente è rara (qualcosa che molti di noi sospettano basato sulla nostra esperienza). Mentre la vita  si è sviluppata nel relativo batter d'occhio dopo la nascita del sistema solare,  poi però ci sono voluti miliardi di anni prima che l'Homo Sapiens  si presentasse  sulla scena. E per di più vi è da fare notare che "la sopravvivenza del più adatto" non sempre significa "la sopravvivenza del più intelligente." Insomma l'intelligenza non è una conditio sine qua non  per la sopravvivenza.  Ne volete una prova? eccola: Se non fosse stato per un asteroide errante, i dinosauri potrebbero ancora governare il mondo.

Una seconda risposta al perché gli alieni non ci abbiano contattato è che la vita intelligente si distrugge inevitabilmente. Fino a poco tempo, le nostre opzioni per la totale autodistruzione dell'umanità sono state limitate alle armi nucleari. Ma siamo di mettere in libera uscita  una flotta di  virus geneticamente modificati che potrebbero distruggere l0Homo Sapiens in breve tempo.

E  per ultimo, come possibilità di autodistruzione, andrebbero presi  in considerazione anche  i pericoli posti dalle nanomacchine, minuscoli robot autoreplicanti programmati per convertire la materia in più robot. Immaginiamo insomma  un piccolo robot, non più grande della larghezza di un capello umano, progettato a fin di bene per fornire una funzione utile ma  programmato per costruire una copia di se stesso, utilizzando materiali dal suo ambiente. Ora avete due macchine, e sia in grado di creare duplicati, dandoci quattro macchine. Ma cosa succede se questo processo va fuori controllo? Le nanomacchine potrebbero rapidamente consumare tutta la Terra, per consentire a se stessi tutto il materiale necessario per duplicarsi.

Ecco allora il dubbio. I nostri potenziali visitatori alieni  si sono autodistrutti?

 

Oppure è possibile che la galassia realmente contiene altre forme di vita intelligente, ma qualcosa impedisce il contatto con noi? Qui entriamo nel regno delle idee più speculativi.  Tra le possibilità più speculative: forse la galassia è un luogo pericoloso, pieno di sonde robotiche inviati dagli alieni ostili per spazzare via qualsiasi concorrenza, per cui tutti gli altri sono in clandestinità.  Se fosse così allora abbiamo forse sbagliato a mandare in giro per l'universo la sonda Voyager con una  descrizione dettagliata della posizione del nostro sistema solare. 

 Una proposta ancora più bizzarro è che le civiltà superiori hanno deciso di evitare il contatto con esseri inferiori come noi, in modo che viviamo in una specie di zoo cosmico, con tanto di cartello "Non parlare con gli animali".

Alcuni hanno persino suggerito che viviamo in una gigantesca simulazione al computer.

Senza più dati, il paradosso di Fermi rimane, per ora, non risolto, e molte delle soluzioni proposte dovranno essere classificate come "speculative".

Autore  , professore e presidente di Fisica e Astronomia presso la Vanderbilt University.

 



Fonte Articolo: Robert Scherrer su www.space.com

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