In pubblicazione il 9 LUG 2016

Prima coppia indiana conquista l'Everest! Anzi NO, merito di photoshop!

Clamoroso inganno: il Nepal gli vieta l'ingresso per 10 anni


Fonte Immagine: web

 


Dinesh e Tarakeshwari Rathod, coppia di poliziotti sposati da otto anni, lo scorso 5 giugno hanno tenuto una conferenza stampa davanti alle più prestigiose autorità di Maharashtra, fra amici e colleghi, ed hanno annunciato di aver scalato l'Everest. Autorità e giornali parlano tutti di loro. Pensate che erano riusciti a prendere in giro quasi tutti, anche l'agenzia alpinista che vedendo le foto gli ha rilasciato i certificati ufficiali!! Il 23 maggio erano quindi riusciti a toccare 8848 metri... Ma a chi mastica il ghiaccio attaccato alla faccia e le fatiche di cotanta impresa quelle fotografie sembravano proprio non tornare. Innanzitutto la luce: i due indiani sostenevano di averle scattate alle 06.25, ora dell'arrivo in cima, mentre le ombra indicano piuttosto riflessi tipici delle undici o poco dopo. Poi i vestiti, dove appaiono con tute differenti: prima rosse e poi arancioni. "Impossibile cambiarsi a quelle quote, troppo freddo e troppa fatica" sostengono gli alpinisti esperti, in tutto otto quelli che poi hanno denunciato la coppia. Fra questi c'è anche il 33enne Satyarup Siddhanta, colui che su Facebook, infuriato, ha postato una serie di prove. Siddhanta sarebbe stato infatti derubato delle sue foto (vetta raggiunta il 21 maggio) che poi sarebbero state modificate dalla coppia con Photoshop come prova della loro grande scalata sul tetto del mondo. "Assurdo, hanno preso le mie foto e le hanno modificate...e poi hanno anche ottenuto i certificati. Dove sta andando l'alpinismo? Vergognatevi!" tuona il ragazzo offeso. Nelle foto postate, in effetti, si vedono le stesse persone sullo sfondo ma cambia il soggetto: prima c'era il 33enne, poi lui viene cancellato ed ecco che appare la coppia trionfante in vetta. Con una denuncia dietro l'altra l'Ente del Turismo del Nepal (di fatto lo stesso che ha certificato l'impresa basandosi sulle immagini) è stato costretto ad aprire un'inchiesta sull'accaduto. Tutto lascia pensare che se confermato, come probabile, ai due verrà ritirato il certificato e potrebbero essere banditi per 10 anni dalle montagne dell'Himalaya. Anche perché emergono altre accuse simili nel passato di questi due agenti che con le loro gesta sportive si sono guadagnati stima e promozioni. Nel 2014 annunciarono infatti di aver "scalato le 10 vette più alte d'Australia" ai media indiani con tanto di articoli celebrativi. Un gruppo di alpinisti, però, denunciò che non era vero: la coppia aveva approcciato solo cinque vette e poi era tornata a casa. Tant'è che l'agenzia alpinismo australiano si rifiutò di consegnare ai due il certificato. Ma ad essere sotto accusa non sono solo i coniugi Rathods, è l'intero mondo dell'alpinismo nepalese. Dopo il caso dei due falsificatori, l'Himalayan Times ha realizzato un'inchiesta scoprendo una pratica già denunciata da tempo: molti ''liaison officer'' (LO, ufficiali di collegamento) non sarebbero mai stati presenti ai campi base. Si tratta di rappresentanti del governo locale che hanno il compito di sorvegliare che vengano rispettati i regolamenti delle spedizioni e certificare le scalate. Nonostante siano pagati fra i 2 e i 3mila dollari, lo scorso anno quasi il 50% degli ufficiali impegnati in 33 spedizioni non avrebbe mai stazionato al campo base dell'Everest. Il governo nepalese ammette la necessità di rivedere il sistema. E anche senza fotoritocchi o bugie, ci si si chiede ora quanti di quei certificati siano realmente veri e comprovati. Fonte LaRepubblica


Fonte Articolo: Andrea Raggini

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