In pubblicazione il 28 MAR 2016

Primi caldi primaverili: che stanchezza!

Occhio al caldo in arrivo tra mercoledì 30 marzo e venerdì 1 aprile


Fonte Immagine: Isabella Belgium

 

Temo che tra mercoledì 30 marzo e venerdì 1 aprile, a seguito del primo vero assaggio di calura quasi estiva (vedi qui ) molti accuseranno stanchezza specie, agli arti inferiore, un fastidio che colpisce più le donne che gli uomini.

L’incessante altalena primaverile delle condizioni meteorologiche dalle ore notturne a quelle diurne, da un giorno all’altro o da una settimana all’altra ha infatti sicure negative ripercussioni anche sulla nostra pressione sanguigna la quale in genere diviene mutevole e instabile come il tempo.

Quando il barometro cala bruscamente oppure quando fa caldo, la pressione sanguigna tende a scendere al di sotto dei normali valori e questo è il motivo per cui, in tali situazioni, ci si può sentire stanchi, astenici e  svogliati. Ma se il giorno dopo il barometro è in rapida salita oppure fa un po’ fresco, potete essere certi che la vostra pressione tenderà a portarsi al di sopra dei valori normali, una situazione non certo ideale per gli ipertesi e che è fonte spesso di fastidiosi mal di testa.

La discesa della pressione sanguigna è in genere tanto più accentuata quanto più si innalza la temperatura rispetto alle 48-72 ore precedenti.


Ma la pressione può subire sbalzi anche nel corso della medesima giornata perché in primavera non sono infrequenti le situazioni in cui fa caldo nel tardo mattino e nelle ore centrali del giorno mentre nel tardo pomeriggio la temperatura si abbassa bruscamente per l’arrivo di qualche acquazzone.

Comunque, finché dura la variabilità primaverile, i medici raccomandano agli ipertesi di non cambiare la quantità prescritta di farmaci, perché, per rincorrere gli umori del tempo, sarebbe necessario correggere la dose di giorno in giorno, una cosa ovviamente irrealizzabile. Solo verso la fine di maggio, quando il caldo diverrà sempre più frequente e durevole, i medici consigliano, in alcuni casi,di ridurre le dosi, specie se ci si sente molto affaticati nelle gambe.

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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