In pubblicazione il 28 NOV 2015

Sbrinare i finestrini in inverno

Meglio l’aria calda o quella fredda del condizionatore?


Fonte Immagine: rieo pixabay

 

In inverno il vetro interno si appanna perché quasi sempre la temperatura esterna è più fredda di quella interna dell’abitacolo, se non altro per il  calore emanato dai passeggeri.  Pertanto il vapore acqueo saturo a 36 gradi emesso  nella espirazione  dai polmoni dai passeggeri (specie se…loquaci!),   a contatto con il vetro freddo tende a condensare  perché la quantità massima di vapore che può essere contenuto in un  metro cubo d’aria dell’abitacolo diminuisce al a diminuire della temperatura. 

Più precisamente un metro cubo d’aria dell’abitacolo, avente la temperatura di circa 20 gradi,  può  al massimo contenere 14 gr di vapore.

Orbene all’interno dell’abitacolo  dell’auto, il vapore emesso per respirazione da 3- 4 passeggeri ,  fa raggiungere con certezza tale quantità massima di vapore, a meno che,  se non piove,  non si aprano i finestrini , onde immettere  aria esterna meno umida ( e questa potrebbe essere una prima  rozza tecnica per sbrinare i finestrini).

Comunque nel caso appena esposto, quella parte del volume d’aria satura che  viene a contatto con il vetro – vetro che abbia, ad esempio, una temperatura di 5 gradi -  si raffredda da 20 gradi a 5 gradi.  Ma a 5 gradi la quantità massima di vapore che può essere contenuta in 1 metro cubo d’aria non è più 14 grammi bensì appena 5 grammi, per cui il surplus di 9 grammi di vapore  è costretto  a condensare sul vetro sotto forma di microscopiche gocce d’acqua.

Per sbrinare il vetro ci sono  quindi due possibilità:

  1. Getto d’aria calda  sul vetro

L’aria  calda fa evaporare la pellicola liquida appiccicata sul vetro stesso e nello stesso tempo, innalza anche la temperatura interna dell’abitacolo, per cui ora la quantità di vapore che può contenuta in un metro cubo dell’abitacolo è senz’altro superiore a quella satura contenuta prima dell’accensione del riscaldamento.  Tale procedimento però richiedere in genere tempi lunghi.

Infatti all’inizio, finché l’abitacolo non si è riscaldato adeguatamente, il vapore fatto evaporare  dal vetro va a mescolarsi con quello ancora saturo dell’abitacolo,  per cui per ogni molecola di vapore fatta evaporare dal vetro, statisticamente ve ne è  una che ritorna dall’abitacolo ritorna sul vetro e quindi lo sbrinamento all’inizio è inapprezzabile;

  1. Getto d’aria fredda climatizzata .

E’ il metodo più efficace perché  il climatizzatore se attivato come tale (e non come solo come ventilatore)  immette nell’abitacolo aria secca, perché  preventivamente deumidificata  dal climatizzatore stesso.

Pertanto adesso ogni molecola di vapore che esce dal vetro appannato verso l’abitacolo, non viene ora reintegrata da molecole di vapore provenienti dall’abitacolo, ormai secco.

In questo caso il vetro di disappanna rapidamente.

 

Mario Giuliacci www.meteogiuliacci.it

Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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