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Col. Mario Giuliacci
Temperatura, umidità e pressione i fattori che influenzano le nostre capacità psico-fisiche

Tutti, chi più chi meno, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quanto il rendimento del lavoro fisico possa essere  influenzato dalla temperatura dell’ambiente. Già  quando la temperatura si  discosta  di un’inezia dai valori ottimali,   passando ad esempio da 20 °C a 24 °C,   la produttività dei nostri muscoli diminuisce del 15 %, mentre l’attività mentale non sembra, in prima istanza, risentire direttamente della temperatura letta sul termometro.

E’ provata invece una stretta correlazione tra performance mentale e temperatura effettivamente percepita dal corpo ( quella termometrica…riveduta e corretta sulla base di valori di umidità dell’aria ): ad esempio, con una temperatura effettiva di  35 °C,  resistiamo agli sforzi mentali meno di un’ora (può sempre tornare utile come scusa per non “affaticarsi” troppo con i compiti delle vacanze)!

 Ma con una temperatura “percepita”  di 30 gradi la resistenza è di  3-4 ore.  Insomma non vi dubbio che la capacità di concentrazione ed il lavoro mentale in generale, sono influenzati profondamente dalle condizioni ambientali di temperatura e umidità.

Ma non sono solo i nostri pensieri a prendersela comoda a seconda di come gira il tempo. Anche i nostri riflessi sono infatti rallentati con pressione atmosferica in calo, con cielo coperto, in presenza di temperature troppo alte o troppo basse o con venti oltremodo  caldi e secchi. Ed anche  il freddo rallenta  la nostra risposta agli stimoli esterni perché riduce la sezione dei capillari sanguigni e quindi anche l’irrorazione cerebrale.

 Le condizioni ottimali per riflessi pronti e precisi sembrerebbero quelle offerte da giornate con cielo sereno, temperature gradevoli e pressione in aumento, insomma il meglio che si possa desiderare!

Anche la concentrazione e il rendimento degli  studenti  sembrano condizionati, in parte, dalle condizioni meteorologiche del momento. Volte prendere un bel voto? Se avete la coscienza di aver studiato, allora… fatevi interrogare in una giornata in cui il vostro Meteorologo di fiducia ha previsto l’insistenza di  una bassa pressione, perché in questo caso il barometro vi assicurerebbe una migliore performance mentale, anche se sembra - gli uomini non se dolgano !–  che la presenza della bassa pressione aiuterebbe più le ragazze che i loro coetanei maschi, ma solo perché le prime sono molto più sensibili e più reattive ai condizionamenti del tempo.

E comunque il rendimento egli studenti ha anche una variazione nel corso dell'anno

Insomma prima di sottoporvi ad un test attitudinale o ad un compito in classe farete forse bene interrogare il cielo per vedere se davvero “un aiuto dal cielo” può arrivare…

Ancor più certa è l’influenza dei fattori meteorologici sul rendimento del lavoro fisico: ovviamente la temperatura ottimale con cui rimboccarsi le maniche varia anche a seconda del tipo di lavoro che ci accingiamo a svolgere e quindi al tipo – ed alla intensità - di sforzo richiesto; la temperatura ottimale dovrebbe essere tanto più bassa quanto più intenso è  lo sforzo che ci accingiamo a  compiere.

L’influenza dell’umidità dipende dalla stagione: abbastanza propizia, anche a tassi elevati, in inverno, mentre in estate l’aria troppo umida  fa calare il rendimento perché esalta la sensazione di  caldo avvertita dal nostro organismo.

Fig.1 - Rendimento degli studenti durante l'anno

Ma anche le variazioni di temperatura hanno la loro importanza: una temperatura costante infatti pregiudica, in parte,  l’attività, mentre il nostro fisico raggiunge la massima efficienza in presenza di fluttuazioni di 3/4°C da un giorno all’altro.  E’ ancora meglio poi se il cielo è coperto, sia perché possiamo dedicarci al lavoro senza rimpiangere una scampagnata rimandata per inderogabili impegni di casa o d’ufficio, sia perché produttività e apprendimento sembrano essere maggiori, meglio ancora in presenza di bassi valori nella pressione atmosferica.

Quindi per riassumere: un po’ di nuvole,  temperature non estreme ma che oscillino su e giù  di qualche grado da giorno all’altro, barometro con  la lancetta stabile su valori bassi… e siamo pronti per affrontare le sette fatiche di Ercole o per sostenere i più severi impegni mentali.

Mentre il lavoro manuale risente delle variazioni stagionali, con picchi massimi di resa a fine ottobre e inizi giugno, non è così per il lavoro intellettuale che, secondo alcuni studi, sembra dare migliore prova di sé nel periodo che va da novembre a marzo.

La qualità e la quantità delle nostre prestazioni differiscono anche da clima  a clima. In particolare in Europa,  sembra che  i climi più stimolanti - da non confondere con i climi più gradevoli ! - si riscontrino in  Inghilterra, Olanda, Belgio, Svizzera, Germania, Nord Italia e sud della Scandinavia.

E se, nonostante tutto,  nuvole, pioggia e vento vi mettono i bastoni tra le ruote?  La risposta ad un genio:

 

“Qualunque cosa tu possa fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia.” (W. Goethe)

 

 

Fonte Articolo: 
Col. Mario Giuliacci

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