In pubblicazione il 24 DIC 2018

Meteo: forte stratwarming sul Polo Nord. Sorprese gelide nel 2019?

Il riscaldamento della stratosfera, ma cos’è? Come può condizionare il meteo sull’Italia?


Fonte Immagine: GFS

Tra gli appassionati ma anche tra i più esperti viene spesso analizzato il fenomeno dello stratwarming, un fenomeno che normalmente condiziona sensibilmente il quadro meteorologico nel lungo termine. Ma cos’è lo stratwarming? Come può condizionare il meteo sulla nostra Penisola?


Lo stratwarming è un repentino e netto riscaldamento della stratosfera, il secondo dei cinque strati in cui è convenzionalmente suddivisa l'atmosfera (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera e esosfera). Essa si trova al di sopra della troposfera, dopo la tropopausa.


Tale riscaldamento è in grado di propagarsi successivamente sulle quote più basse attivando una destabilizzazione del vortice polare e quindi una rottura in due lobi dello stesso. La depressione che normalmente staziona sul Polo Nord potrebbe successivamente affondare con delle colate di aria fredda verso le medie latitudini. Quando si verifica uno split, sul Polo Nord si va a strutturare una vasta area anticiclonica che porta valori termici anomali per quella zona, mentre i due lobi scendono verso le aree normalmente più temperate. Sulle zone colpite si formano profonde depressioni alimentate da aria molto fredda, causa delle più forti ondate di gelo su Nord America, Asia ed Europa (compreso il Mediterraneo centrale e l’Italia).

L’analisi modellistica sulla stratosfera è disponibile alla comunità scientifica da pochi anni, per questo non sono ancora note le cause del repentino stratwarming che spesso prende piede nel periodo invernale.

Effetti sulla Penisola Italiana

Intendiamo però sottolineare che non è sufficiente una stratwarming per garantire un’ondata di gelo sull’Italia. 

Quel che si verificherà sicuramente è un periodo molto freddo alle medie latitudini, quindi con molta probabilità un lobo piuttosto gelido colpirà nei successivi 15-30 giorni (dopo l’evento di surriscaldamento) il continente europeo, ma non è detto che possa coinvolgere anche il nostro territorio. 

Un riscaldamento stratosferico è una delle condizioni chiave per avere un’ondata di gelo degna di nota, ma purtroppo non è l’unica, è importante anche analizzare la distribuzione delle alte pressioni alle latitudini più basse, la posizione del flusso Atlantico ed anche l’entità del lobo polare in affondo.

Durante la stagione invernale si possono verificare diversi stratwarming e ogni volta che succede, i due lobi del vortice polare si spaccano. Naturalmente i lobi non hanno sempre la medesima dimensione, ma può succedere che uno dei due sia più grande: più vasto sarà, maggiore sarà l’impatto sull’area che andrà a colpire.

Al momento possiamo solo anticiparvi che il quadro meteorologico sull’Emisfero Nord (attenzione perché qui stiamo parlando in maniera specifica dell’Italia) potrebbe animarsi sensibilmente nella prima quindicina di gennaio, anche perché lo stratwarming che ha preso piede in queste ore è davvero notevole, si è passati dai -75°C ai +12°C, con un delta termico di quasi 90°C.

Il meteo del lungo termine riserverà quindi sorprese gelide, ma vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti.



Fonte Articolo: Andrea Tura

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