In pubblicazione il 8 AGO 2018

Estate 2018: ci farà comunque soffrire

E’ certo, non sarà come quelle di una volta. Dati scientifici e non chiacchiere


Fonte Immagine: pininterest.com

 

La media delle temperature estive dal 2000 dal 2017 è aumentata di circa +1.5°C circa ( 2 immagini) per colpa dell’incremento dei gas serra. 

E anche la media delle temperature massime estive è passata da 28 °C degli anni 70-90 agli attuali 29.5°C  (31°C nel 2017, 32°C nel 2003)

Potrebbe sembrare un aumento insignificante ma in realtà  non è così. Ecco perché.

L’influenza dell’incremento dei gas serra

Infatti, secondo la legge statistica normale (o gaussiana), un aumento di 1.5 °C nella temperatura media estiva comporta un forte aumento della probabilità di estati molto calde.

Ad esempio, secondo tale legge, la probabilità di avere un’estate calda come il 2017 è del 14% (una volta circa ogni 8 anni), mentre negli anni ‘70-90 la probabilità di una estate calda come quella del 2017 era del 2.8% circa ovvero un volta ogni 35 anni! La stessa amplificazione della calura estiva si è riflessa sulle ondate di caldo le quali sono aumentate di 4 volte nel mondo rispetto ad una ipotetica situazione senza aumento dei gas serra (immagine).

Ma se l’aumento, ormai certo, di anno in anno dei gas serra fosse l’unica causa dell’incremento del caldo estivo, allora ci aspetteremmo che ogni estate debba essere più calda della precedente, cosa che in realtà non è avvenuta. E questo perché sulla temperatura media estiva intervengono anche cause naturali che possono ridurre o amplificare la calura estiva.

Le cause naturali

La causa naturale più incisiva è la variazione ciclica (cicli di 11 anni e di 90 anni circa) dell’attività solare la quale però si avverte nel corso di periodi dell’ordine del decennio. Attualmente l’attività solare è scesa al valore più basso degli ultimi 100 anni e quindi nei prossimi 10 anni tenderà a smorzare il surriscaldamento da incremento dei gas serra.


Le due cause naturali che invece agiscono sul breve periodo (1-10 anni) – e quindi anche sull’estate 2018 - sono  El Niño  e la siccità primaverile. El Niño, l’anomalo surriscaldamento della acque del Pacifico equatoriale ogni 3-4 anni, provoca un’intensificazione della calura estiva (immagine).

Anche una primavera molto siccitosa che si prolunghi anche in estate è responsabile di un maggiore surriscaldamento del suolo – e di riflesso della sovrastante atmosfera -  rispetto invece ad un suolo reso molto umido fino in profondità  per abbondanti piogge. Questo spiega, ad esempio, la caldissima estate del 2017, anno in cui tra gennaio e settembre vi è stata una siccità record.

Ma il record di estate più calda di sempre appartiene ancora al 2003, perché in quell’anno non solo vi un evento di grave siccità tra marzo e settembre, ma fu presente anche El Niño.

E per l’estate 2018?

Nell’estate 2018 non è previsto l’arrivo del Niño e per di più la primavera è stata fino ora molto piovosa. E' più probabile che sia "normalmente calda" dove "la normalità" è riferita al clima delle estati prevalenti degli anni '2000. 

Ebbene, se osservate l'ultima tabella, noterete che la maggior parte delle estati '2000 hanno avuto comunque tra 30 e 45 giorni con ondate di caldo intenso ovvero con massime oltre 34 gradi su almeno un terzo della penisola (75 giorni nel 2003, 65 giorni nel 2017).  

Quindi la prossima estate si preannuncia calda, come quasi tutte le estati degli anni  ‘2000, per colpa dell’elevata concentrazione di gas serra - ma non sarà caldissima, o, men che mai, con caldo da record. Ma comunque ci farà soffrire perchè, anche se  "normalmente calda", ci dovremmo comunque sorbire almeno  30-45 giorni con temperature oltre 34 gradi, un numero molto superiore a quello delle estati degli anni '70-90.

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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