In pubblicazione il 10 SET 2018

Inverno 2018-19: più freddo dell’inverno 2017-18?

L’effetto probabile del minimo record secolare nell’attività solare

Attività solare dal 1700 ad oggi
Attività solare dal 1700 ad oggi
Fonte Immagine: SIDC

 

Quando il sole, nel suo ciclo undecennale raggiunge la minima intensità in termini di radiazione, allora in inverno è minima anche la radiazione solare in arrivo tra 0-30° latitudine. 

Pertanto la stratosfera equatoriale e subtropicale tende a raffreddarsi. Il raffreddamento è in genere avvertito solo nella stratosfera equatoriale perché la modesta densità dell’aria a tali quote bariche, fa sì che qui variazioni anche piccole di radiazione solare producano sensibili variazioni di temperatura. 

Il raffreddamento invernale della stratosfera tra 0 e 30° N è stato molto marcato dal 2005 ad oggi. 

Immagine: Anomalia temperatura  a 70 hPa  (18 km ca di altitudine) nel periodo 2005-2017

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Quando appunto l’attività solare ha subito un tracollo sia in termini radiativi che in termini di macchie solari (Sunspot Number).

Ma il raffreddamento stratosferico tra 0 e 30 gradi di latitudine ha diminuito, l’indice zonale, ovvero il dislivello barico equatore-polo 

Immagine: anomalie di pressione alla quota barica di 70 hPa (circa 18 km)


Con conseguente rallentamento del vortice polare di Bassa Pressione e delle adiacenti correnti occidentali.

Immagine: anomalia dell’intensità dei venti tra 30 e 90° di latitudine nel periodo 2015-2018

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Quando l’indice zonale scende sotto un certo valore, allora la velocità media U da Ovest verso Est lungo i paralleli (correnti occidentali) può diminuire fino a tal punto da dare a luogo ad ampie ondulazione nel verso dei Meridiani (Onde di Rossby). con forte irruzioni di aria fredda verso medio-basse latitudine  e forti invasioni di aria calda verso Nord (anticiclone di blocco) in prossimità del Regno Unito). Tali onde riescono a raggiungere spesso anche la stratosfera artica ove iniettano flussi di calore da più basse latitudini, innescando il fenomeno dello Stratwarming, responsabile dello defenestramento (splitting)  del gelido vortice polare verso più basse latitudini.

Ma a questo punto si potrebbe obiettare perché tali effetti sull’inverno non sì sono ancora  chiaramente palesati, visto che l’attività solare è in calo da più di un decennio.

Immagine di copertina: attività solare in termini di numero di macchie solari dal 1700 ad oggi

La riposta è semplice. Mentre nel 1960 il GW era ancora contenuto, allora la brusca diminuzione dell’attività solare riuscì a superare il rialzo provocato dal GW. Oggigiorno invece il rialzo da GW è così elevato che il raffreddamento da ridotta attività solare riesce a compensare solo una parte del surplus di riscaldamento di origine antropica. Ma almeno negli inverni del prossimo decennio l’ulteriore calo dell’attività solare dovrebbe stabilizzare l’aumento del Global Warming.

Sull'argomento vedi anche il recente video QUI

N.B. Onde evitare inesatte interpretazioni del mio pensiero, nell'articolo non ho affermato che il prossimo inverno sarà freddissimo.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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