In pubblicazione il 1 NOV 2015

Inverno: freddino e con abbastanza neve o tiepido e siccitoso?

Meteogiuliacci è una voce stonata nel coro dei più. Perché?


Fonte Immagine: AlainAudet su pixabay.com

 

Alcune premesse doverose.  Una previsione  - seppure  molto approssimata -   sul clima presunto del prossimo inverno è sempre irta di ostacoli e il rischio di "toppare" è abbastanza elevato.

Nonostante ciò i Meteorologi non rinunciano  a pronunciarsi perché è scritto nel loro DNA il desiderio insopprimibile di scrutare  il clima futuro.

Innanzitutto però sgomberiamo il campo da alcuni falsi teoremi, troppo spesso chiamati  in causa  a sproposito dai "non addetti ai lavori" , ma nei loro panni, anche io avrei posto la questione:

Ecco l'obiezione più comune:

"Ma come potete pretendere di prevedere come sarà l'inverno prossimo, se sbagliate spesso anche le previsioni  a soli  1-2 giorni?"

Ebbene i modelli per la "previsione del tempo"  sono  strutturati e concepiti in maniera molto diversa dai modelli di "previsione del clima" e questo proprio perché è diverso il loro target:  nei primi si vuole prevedere il tempo  che farà sulla località X il giorno y.  Nei secondi ci si accontenta di dire se le piogge e le temperature sull'Italia saranno al di sopra o al di sotto della media pluriennale nel trimestre stagionale considerato, senza la  possibilità, ovviamente, non solo di potere specificare il giorno, ma nemmeno la decade o la quindicina di un mese e senza  poter specificare non solo le singole località ma nemmeno le regioni.

 Insomma i modelli climatici sono molto "sfocati" nel tempo e a nello spazio, perché oggigiorno  di più non possono offrire . In pratica non è oggi possibile prevedere  - ma non lo sarà nemmeno tra 1 milione di anni ! -  il tempo che farà, ad esempio,  a Firenze il 27 gennaio del 2016.

Ed è proprio per questo però  che comunque i modelli di previsione stagionale hanno larghi margini di errore e dovremmo considerali ancora come aiuti tuttora allo "stadio sperimentale".  

Comunque è vero che ad oggi i modelli climatici prevedono un inverno tiepido e siccitoso.

Vi è una seconda tecnica per prendere l'andamento  di una stagione:

 l'analisi e il relativo impatto sul clima stagionale futuro da parte di persistenti anomalie climatiche a scala planetaria o continentale,  tuttora presenti  nell'atmosfera e negli oceani.

MeteoGuliacci ha preferito seguire questa seconda strada. 

E' un metodo molto dispendioso in termini di energie profuse  perché mentre un modello elaborato dai principali centri mondiali  si consulta in 10 minuti, l'esame delle anomalie in atto a scala planetaria e la descrizione del loro  probabile impatto sul clima stagionale del pianeta richiede ore e ore di analisi, oltre che buone coscienze sul rapporto di causa-effetto tra le anomalie osservate e il clima regionale nella stagione considerata.

Ecco perché la maggior parte dei siti meteo ha preferito la prima strada ovvero il consulto delle proiezioni stagionali dei modelli climatici, i quali torno a dire, prevedono un inverno tiepido e siccitoso. Questo è anche il motivo per cui tale è la previsione più ricorrente presente sulla rete.


Chi avrà ragione?  Ai posteri…l'ardua sentenza!

 Ecco qui, per rinfrescare  la memoria di chi legge, ancora una sintesi del nostro…meteopensiero al riguardo:

Sull'inverno 2015-16 vi sarà  la casuale concomitanza di 3 anomalie in atto a scala emisferica e che agiranno tutte nella stessa direzione:

 

1.El   Niño record

 il Niño in atto è ancora in intensificazione ed è ormai quasi certo che sarà il Niño più forte  mai  verificatosi e quindi in grado di stravolgere il clima invernale su tutto l'Emisfero Nord. In particolare gli eventi di Niño sono stati quasi sempre accompagnati da inverni molto rigidi su Scandinavia e Regno Unito ;

2. Corrente del Golfo in affanno

la Corrente del Golfo si è indebolita  e quindi le sue calde acque non potranno quest'anno mitigare l'inverno nell'Inghilterra;

3. Medio Atlantico freddo

Intorno 40-55 gradi di latitudine in aperto oceano atlantico è presente da qualche mese una vastissima pozza di acque oceaniche  più fredde della norma di 2-3 gradi. Le perturbazioni atlantiche  che traversano tale vasta superficie marina  raggiungeranno l'Europa  più" fredde" della norma.

Effetti sull'Italia?

 Non solo possibili ma anche probabili. L'aria fredda che raggiunge la Britannia molto spesso si spinge fino a più basse latitudini fino a raggiungere anche la nostra penisola, come avvenne appunto  nell'inverno 2009.2010 che fu molto rigido anche per l'Italia con  4 intense  ondate freddo, 5 memorabili  estese nevicate(anche a Roma), 2 forti  gelate .

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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