In pubblicazione il 12 GIU 2018

Mari roventi: temperatura dell’acqua come ad agosto

Contesto molto preoccupante, deboli infiltrazioni instabili potrebbero rendere la situazione esplosiva


Fonte Immagine: Consorzio LAMMA

 

L’ultima ondata fredda risale ormai ai primi di marzo, quando sull’Italia arrivò un’incursione artica che portò anche la neve in pianura. Da allora, nonostante le diverse parentesi temporalesche, i valori termici dell’atmosfera si sono mantenuti costantemente sopra le medie del periodo (in particolare nel mese di aprile), facendo si che le acque superficiali del mare Adriatico divenissero bollenti con anomalie positive record rispetto al periodo di riferimento di ben oltre i 3°C.

In tale situazione anche una minima irruzione di aria instabile più fresca potrebbe scatenare pericolose celle temporalesche, proprio come quelle avvenute sui settori esteri del nostro mar Adriatico, ove furiose grandinate si sono scatenate colpendo direttamente la Slovenia.

Tutti noi sappiamo che l’Adriatico non ha profondità delle acque abissali e per questo l’incremento delle temperature, in particolare sui settentrionali e centrali, possono essere piuttosto celeri e semplici, ma a suo tempo l’energia immagazzinata può essere comunque molta e quando si tratta di liberarla i nodi arrivano comunque al pettine.

Nell’immagine allegata in alto è possibile notare una temperatura media superficiale dell’Adriatico tra un minimo di 22°C e un massimo di 26°C. Questa anomalia interessa sia le sponde italiane sia quelle croate e montenegrine, ma la caratteristica circolazione adriatica antioraria, ossia entrante da sud - lato estero - verso nord - lato italiano - rende il nostro mare particolarmente pericoloso con una conseguente maggior probabilità di avere fenomeni violenti proprio sulla Penisola Italiana.

Cartina dei fenomeni violenti attesi per domani

rischio-grandine-temporali-domani-giugno-2018.png

Il trend climatico generale è purtroppo in graduale ed inesorabile declino, aumentando esponenzialmente il rischio di temporali di vasta entità.

Fonte Articolo: Andrea Tura

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