In pubblicazione il 15 NOV 2018

Meteo Inverno 2018-2019: sarà freddo e nevoso?

La nostra opinione sulla base degli indici climatici più importanti


Fonte Immagine: shutterstock_178767818

 

La tendenza più probabile per l'#inverno 2018/2019  è stata qui stimata sulla base delle anomalie in atto in alcuni noti e collaudati  indici predittori atmosferici ad hoc. Tali indici sintetizzano i trend in atto in ottobre-novembre nella circolazione atmosferica e nella temperature superficiali degli oceani, e che, per la loro persistenza o impatto di lungo periodo, è lecito supporre che mantengano immutato il loro trend e/o la loro influenza anche in inverno. 

Chi non fosse interessato alla disquisizione, può andare direttamente alle conclusioni a fondo pagina. 

Ecco una rassegna delle anomalie in atto in tali indici. Dapprima qui gli indici che giocano a favore di un inverno caldo.

#GW o Surriscaldamento della terra

E. la  #forcing (“forzante”) climatica più intensa del nostro inverno il quale si riscaldato di circa +1.2  gradi rispetto agli anni ‘70.  Tale riscaldamento è così elevato che sarà impossibile colmare,  anche  nel caso in cui se tutti gli altri indici giocassero a favore di un inverno freddo. Più in dettaglio la probabilità di avere un inverno molto caldo come quello del 2014 (quasi +3°C più caldo della media invernale degli anni'70) è oggi di una volta ogni 10 anni  ma negli anno ‘70 sarebbe stata di una volta ogni 50 anni.

Immagine: Temperatura media invernale dal 1979 al 2017

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La statistica climatica 

 Il 70% circa degli inverni considerati hanno avuto valori medi di temperatura compresi  tra 7.5 e 9.1 °C, e questi sarebbero gli inverni ormai "normali", anche se più "caldi" e meno nevosi degli inverni del periodo 1970-1999. 

Sui 18 anni considerati, 4 sono stati molto caldi(temperatura media superiore a 9.1 °C) e poco nevosi (ma non necessariamente poco piovosi): 2000/2001, 2006/2007, 2013/2014, 2015/ 2016. Solo 4 sono stati molto freddi(temperatura media minore di 7.5 °C) e nevosi: 2004/2005; 2005/2006; 2011/2012; 2012/2013. Insomma è più probabile avere inverno freddo piuttosto che caldo.

Ecco invece le anomalie favorevoli ad un invento freddo. 

#SSN (SunSpot Number) o Attività  delle macchie solari

Solo l’attività solare ha il potere il poter e di far raffreddare la terra anche di 0.5/0.7 °C o anche più (come avvenuto nella piccola era glaciale)°C. L’attività solare è costantemente calata negli ultimi 15 anni tanto che sta per raggiungere il valore minimo degli ultimi 100 anni. Probabilmente ha già attenuato il surriscaldamento da GW il quale ultimo però è stato così forte da mascherare di gran lunga l’effetto refrigerante del sole.  

Per di più la ridotta attività del sole, seppur la più incisiva sul GW, ha effetti che si spalmano su periodi di qualche decennio e non sul singolo anno.  Pertanto i suoi effetti non saranno visibili sull’inverno 2017(2018, così come non  lo sono mai stati visibili negli inverni almeno degli ultimi 5 anni. L’unica nota positiva è che non accentuerà il GW

#QBO. Venti stratosferici nella fascia equatoriale  


I venti tra 15 e 50 km di altezza hanno un tipico andamento ciclico di 28 mesi nota come  QBO = Quasi-Biennal Oscillation: per 14 mesi soffiano da ovest verso est ovvero sono in armonia  con le correnti occidentali delle medie latitudini. Ma per gli altri 14 mesi, come avverrà nei prossimi mesi, soffieranno i da Est verso Ovest.

Dalla scontro tra le due opposte correnti si innescano forti ondulazioni  meridiane nelle correnti occidentali che le quali poi favoriscono irruzioni di aria polare fino alle nostre latitudini.

Qui infine alcuni indici attualmente ininfluenti

 #Niño o #Niña

Attualmente si sta rafforzando un nuovo caso di Niño (anomalo surriscaldamento)nelle acque del Pacifico tropicale). Secondo la letteratura scientifica il Niño agevolerebbe le irruzioni di aria gelida dall’artico verso più basse latitudini. Ma da una nostra analisi  statistica sembra che per l’Italia tale regola valga solo per la Niña(anomalo raffreddamento)ma non per il Niño o per condizioni neutre.

Tabella: inverni freddi in Italia con  #Niño o #Niña

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#Snow cover Eurasia (innevamento) alle medio-alte latitudini

Quando l’innevamento osservato sull’Eurasia a ottobre è molto al di sopra della media allora sono favorite le irruzioni aria polare fino alle nostre latitudini. Ma quest’anno l’innevamento è stato “normale” (al 22^ posto rispetto agli innevamento degli ultimi 50 anni. Quindi nessuna influenza sul nostro inverno.

Tabella: Snow cover in ottobre in Eurasia

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#SST (Temperatura acque superficiali) del Medio Atlantico 

Intorno 40-55 gradi di latitudine in aperto oceano atlantico è presente da più di un anno una vastissima pozza di acque più fredde della norma di 1-2 gradi. E’ lecito pensare che le perturbazioni atlantiche  che attraversano tale vasta superficie marina  dovrebbero raggiungere il continente europeo più" fredde" della norma. Ma per l’Italia sembra che fin ora l’anomalia sia stata ininfluente.

Conclusioni

Tra tante “forzanti” che agiscono in un verso o nell’altro sul clima del nostro inverno sembra prevalere anche per l’imminente inverno il surriscaldamento in atto sul pianeta da più di 100 anni e che è stato in forte crescita nell’ultimo decennio. Conseguentemente prevediamo un inverno mite (al più, bene che vada, simile al 2017-18) con poche nevicate in pianura e con quota neve +300-500m al disopra di quanto non fosse 30-50 anni fa.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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