In pubblicazione il 9 LUG 2018

Meteo: una ondata di caldo record molto vicina al Mediterraneo

Un’estensione anomala verso nord del fronte Itcz ha portato ad un rinforzo anomalo dell’anticiclone africano


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

In un contesto globale assolutamente anomalo, continuano a giungerci notizie preoccupanti anche da oltre confine, ove si registrano spesso condizioni atmosferiche straordinarie.

L’ultima novità degna di nota in ordine cronologico, è l’incredibile irrobustimento dell’anticiclone nord africano attivato da un’anomala espansione verso i settori più settentrionali del Sahara dell’asse Itcz (fronte intertropicale, zona di convergenza equatoriale), una manovra che ha portato una straordinaria ondata di caldo per quella parte del Nord Africa.

A poche migliaia di chilometri dalla Penisola Italiana si è quindi vissuto un vero e proprio inferno in terra, esattamente sulla parte occidentale dell'Algeria ove sono ancora presenti anomalie positive eccezionali rispetto alla media del periodo.

Negli ultimi giorni sono state rilevate temperature di oltre 20 gradi sopra la media nei pressi di Ouargla che, per un clima desertico, rappresentano un'anomalia considerevole. La stazione meteo ufficiale ha registrato una temperatura di 51,3 gradi nella giornata di giovedì 5 luglio, battendo il precedente record del 13 luglio 1961 in Marocco. La metropoli di Ouargla conta una popolazione di quasi mezzo milione di abitanti e si trova precisamente nel nord dell'Algeria centrale, a metà strada tra Marocco e Tunisia.


Ma qual è la preoccupazione per l’Italia?

Direte voi, il problema è lontano dalla nostra Penisola, ma in realtà non così tanto perché le previsioni del Itcz non sono confortanti. Sono difatti attese nuove probabili spinte meridiane verso nord che potrebbero influenzare con ondate di calore straordinario anche le regioni mediterranee.

Dalla nostra parte abbiamo però una singolare vigoria del flusso Atlantico, che prospetta nel breve-medio termine (come scritto in questo articolo) il transito di alcuni vortici depressionari che ostacolerebbero l’eccessiva elevazione di roventi cunei africani.

L’ipotesi più probabile al momento segue la falsa riga dell’andamento attuale, con l’Italia ancora divisa in due: da un lato con alte pressioni, cieli sereni e caldo al Centro Sud, mentre dall’altro con fresche infiltrazioni instabili al Nord



Fonte Articolo: Andrea Tura

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