In pubblicazione il 25 GIU 2015

A proposito dell'ondata di caldo in arrivo a fine giugno

Una rigorosa definizione di "ondata di caldo"...


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

In prima approssimazione potremmo dare una riposta di tipo qualitativo, legata alle nostre comuni sensazioni del tipo: "un’ondata di caldo estivo è un periodo più o meno lungo con temperature abbastanza elevate su un’area geografica abbastanza vasta"

 Ma termini generici come “più o meno lungo”, “abbastanza elevate” e “abbastanza vasta” lasciano aperta la porta ad interpretazioni arbitrarie e non univoche.

Insomma è ovvio che nella definizione occorre sostituire aggettivi e avverbi con dei numeri ovvero occorre una definizione di tipo quantitativo.

 Ed ecco allora una definizione più rigorosa per le ondate di caldo estivo sulla nostra penisola:

Un’ondata di caldo, ad esempio in luglio, è una situazione con temperature in media (media effettuata sull’area di interesse) superiori a 33 gradi, su un’area che abbracci almeno il 30% della penisola (Nord e/o Centro e/o il Sud) e con durata superiore a 3 giorni.

Perché per luglio è stata scelta la soglia termica di 33 gradi?

Ma perché in luglio la media delle temperature massime giornaliere degli ultimi 20 anni è intorno 29 gradi con una variabilità intorno al valore medio (deviazione standard σ) pari a circa 2 gradi. Questo comporta, secondo la legge probabilistica gaussiana, che in luglio la probabilità di superare di 2σ  (ovvero di 4 gradi) il valore medio di 29 gradi - come dire la  probabilità di superare i 33 gradi - è del 4.5 %  circa, ovvero un evento poco frequente;

Per di più la soglia termica di 32.-33 gradi viene indicata dalla Medicina come quella al di sopra della quale il nostro organismo, oltre ad avvertire disagio psico-fisico, tende a scatenare o aggravare alcuni comuni disturbi (ipotensione, tachicardia, insufficienza cardiaca, inappetenza,  affaticamento, irritabilità, riduzione delle performances mentali);


Perché poi l’ondata di caldo dovrebbe, nello stesso tempo, interessare almeno il 30% della penisola, per essere definita tale?

Ma perché se venissero, ad esempio, superati i 33 gradi ad esempio solo a Firenze o solo in Toscana, non potremmo parlare di ondata di caldo vera e propria, vista la modesta area  interessata;

Ed infine, perché l’ondata di caldo,  per essere tale, deve durare più di 3 giorni?

Ma per una evidenza di tipo medico. Infatti il disagio psico-fisico da caldo tende a divenire insopportabile - e spesso nocivo per la salute (specie nelle persone anziane) - quando la la calura dura appunto più di 3 giorni.

 

©Mario Giuliacci

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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