In pubblicazione il 4 GEN 2016

Quando una prossima ondata di freddo? Interroghiamo la Stratosfera

La prima comparsa dell'inverno si concluderà entro l'Epifania


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

 

La fase di tempo perturbato con piogge  su gran parte d'Italia, nevicate deboli sulle Alpi e freddo al Nord si concluderà probabilmente il 7 gennaio.      

Poi si intravedono per sommi capi tre distinte fasi.

1. Prima fase tra l'8 e l'10 gennaio

Breve comparsa dell'anticiclone nord africano (fig.1)  e temperature  di nuovo al di sopra  della media (fig.2)

2. seconda fase  dall'11 al 15 gennaio

Tornano le piovose perturbazioni atlantiche ma sono a prevalente  componente occidentali  (fig.3)e quindi alquanto miti tanto che  le temperature scendono ma tornano nella norma (fig.4)

3. fase tra il 16 e il 20 genna

Entra probabilmente in  scena il vortice polare.

Infatti dalla fig.5   - che mostra correnti e temperature  del vortice polare stratosferico (VPS) alla quota di 100 hPa (16 km ca)  alla data del 13 gennaio - è evidente che il VPS è stato spodestato dalla sua sede verso l'emisfero opposto ("splitting") per una invasione netta verso il Polo nord (puntino rosso) da parte dell'anticiclone Canadese, il quale, come tutti gli anticicloni "freddi" (generati dal raffreddamento invernale  del suolo),  è in realtà "caldo" oltre i 4-6 km di atmosfera.

Quindi è presumibile che intorno al 13 gennaio il vortice polare sia stato defenestrato dal polo per  effetto del surriscaldamento della stratosfera polare  (Stratwarming) da parte dell'anticiclone Canadese.

La figura 5 mostra che l'azione di strawarming è ancora in atto come mostra la forte avvezione calda ancora presente il giorno 13 gennaio dal Canada verso il polo (freccia rossa) e che quindi lo splitting  del VPS verso l'area europea è  da prevedere ancora in intensificazione  nei giorni immediatamente successivi al 13 gennaio.

L'asse di saccatura di VPS proteso  dalla Scandinavia verso le Isole Britanniche, potrebbe  raggiungere Il Nordovest europeo già intorno al 15 gennaio per poi portarsi a ridosso dell' Alpi notaro al 17-19 gennaio (vedi figg.6 e 7 )

Se fosse così saremmo di fronte al seconda assalto dell'inverno alla  nostra penisola, i cui sviluppi però non possono essere descritti oggi perché, data il lungo intervallo 

Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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