In pubblicazione il 2 GEN 2017

Buona fine e buon inizio a tutti i nostri cari lettori

Si chiude in un contesto nivometrico assolutamente deficitario il primo settore temporale dell’inverno 2016-17, calcando in maniera impressionante il percorso di quello 2015-16


Fonte Immagine: Massimiliano Fazzini PhD

 

Ammirare le Dolomiti piuttosto che il Cimone o il Gran Sasso quasi completamente spoglio del manto bianco fa davvero accapponare la pelle ed anche se - a mio modesto giudizio – poco c’entra con il climatic change in atto – crea davvero presagi negativi per il futuro.

Fortunatamente le “vecchie” nevicate di fine novembre garantiscono un estensione spazio altitudinale della neve accettabile per i settori alpini occidentali. Anche la coda della perturbazione che secondo alcuni avrebbe dovuto quasi “seppellire” l’Appennino centro - meridionale ha sortito, specie al sud peninsulare e sulla Sicilia orientale, qualche debole nevicata che almeno serve a ricordarci che non siamo a ottobre, ma a Capodanno!

All’orizzonte continua a non intravedersi situazioni sinottiche “giuste” per determinare fenomenologie degne di un inverno mediterraneo sulle Alpi, piuttosto che sulla catena appenninica. Vedremo cosa sortirà dalla possibile avvezione di aria polare continentale prevista intorno alla befana, ma si tratterà comunque di aria molto fredda e secca che difficilmente contrasterà con masse d’aria di differente origine le proprietà termodinamiche attualmente presenti sul Mare Nostrum.

Vi lascio con gli auguri di un sereno e proficuo 2017, sognando stratwarming e split del vortice polare per la seconda parte dell’inverno in atto.

Per quanto mi riguarda spero che finalmente il popolo dei meteofili e nella fattispecie dei nivofili inizi a maturare culturalmente e capisca che c’ sempre da imparare, soprattutto quando per vai motivi non si ha una base con formazione specifica negli argomenti in cui ci confrontiamo.


 

Con grande affetto

Buon anno

Max



Fonte Articolo: Massimiliano Fazzini PhD

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