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Col. Mario Giuliacci
Sulle Alpi la neve al Giro d'Italia ha dato spettacolo

Il Giro D'Italia, quest'anno giunto alla sua 100° Edizione, entrerà a breve sulle Alpi. E' il momento piu' duro, affascinante e decisivo per le sorti dela corsa Rosa ed in passato qui il meteo ha fatto la differenza. Sulle Alpi anche a Maggio capita spesso di vedere la neve ed anche il Giro ha dovuto fare i conti con la dama bianca.

Il giorno 8 giugno 1956 la neve divento' decisiva sul Monte Bondone. La partenza era da Merano con passaggio a Costalunga, Rolle, Gobbera, Brocon e arrivo in salita sul Bondone. Come detto la gara divento' problematica per la neve. "In classifica, la lotta è tra Pasquale Fornara e Cleto Maule, separati da soli 9'' a tre giorni dalla fine. Charly Gaul, il meraviglioso scalatore lussemburghese, è sprofondato al 24° posto, 16'05'' più indietro. Altra informazione essenziale: al via, i corridori sono 86. Sui primi tornanti del Bondone cade la neve, la scalata diventa impossibile. In 43 (la metà!) a fine tappa risultano ritirati per le condizioni proibitive: sei dei primi dieci in classifica. Solo Gaul trova la forza e il coraggio di spiccare il volo nella bufera. Al traguardo ha 7'44'' su Alessandro Fantini e la maglia rosa addosso. Sul Bondone, Gaul ha realizzato l'impresa, è diventato l'Angelo della Montagna, anche se lo devono tirar giù di forza dalla bici e avvolgerlo nelle coperte per combattere l'assideramento. Epica pura. A 24 anni, ribalta e vince incredulo il suo primo Giro d'Italia."

Sei anni dopo tocco' al Rolle, nel 1962, anno dell'esordio per il giovane abruzzese Vincenzo Meco, che a Fiuggi arriva anche a indossare per un giorno la maglia rosa. "La vera impresa, però, arriva il 2 giugno nella Belluno-Moena, un tappone di 198 km: la "cavalcata dei Monti Pallidi". Il meteo è micidiale: fa freddo e nevica fitto. I copertoncini scivolano sulla neve, i corridori tremano sotto le giacche improvvisate: si ritirano in 57, solo 53 tagliano il traguardo. Ecco, il traguardo: dopo Duran, Forcella Staulanza, Cereda, gli organizzatori non possono fare altro che spostare l'arrivo sul Rolle, al chilometro 160, evitando la pericolosissima discesa dal Rolle e i passi del Valles e del San Pellegrino, impercorribili. Gli alberghi della zona vengono allertati per accogliere i ciclisti infreddoliti, mentre va in scena il giorno di gloria di Meco. Il giovane scalatore stacca i compagni di fuga e vince con 3'27'' su Ercole Baldini. La maglia rosa va a Battistini prima di finire sulle spalle di Balmamion, il vincitore finale."

Memorabile anche la neve nella tappa del Gavia del 1988. " Tutti eroi, ma alla fine il protagonista in maglia rosa resta irrimediabilmente sconfitto. Chiesa Valmalenco-Bormio, 120 km con l'Aprica e il mostruoso Gavia. Al via piove, a 2600 metri di quota nevica e ci sono -5 gradi. Franco Chioccioli, il toscano detto "Coppino" per la somiglianza con il Campionissimo, è primo in classifica, ma il freddo è fatale. Sul Gavia passa per primo Van der Velde, che affronta la discesa in maniche corte e si ferma semicongelato. A Bormio mancano 24 km, ci arriva per primo l'olandese Breukink e, sette secondi dopo, lo statunitense Hampsten. Chioccioli arriva tremando a 5'04'' dai primi e consegna la maglia rosa ad Hampsten, che la legittimerà nella cronoscalata del Vetriolo e sarà il primo vincitore a stelle e strisce del Giro. Coppino impiegherà tre stagioni per metabolizzare la batosta e nel 1991 si riprenderà la Corsa Rosa, nobilitandola con un'impresa sul Pordoi."

Fonte Gazzetta.it

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Andrea Raggini