In pubblicazione il 5 MAR 2018

3 sponde e buca d’angolo. Il susseguirsi di eventi che hanno consentito la nevicata di sabato 3 marzo 2018 in Pianura Padana

Si, proprio così. Un colpo da maestro. Articolo di Paolo F.A.Bettini Omnibuscience


Fonte Immagine: Paolo F.A.Bettini

 

Si, proprio così. Un colpo da maestro. Sabato 3 marzo, dopo due giornate di neve (intermittente) ma che ha consentito accumuli diffusi fra i 10 e i 15 cm soprattutto sulle basse pianure del Nord Ovest, la sera di venerdì 2 marzo terminano i fenomeni. La colonna d'aria è messa maluccio; lo si era capito già dal pomeriggio: in pianura si hanno temperature fra gli 0 e i 2 gradi mentre a Livigno, ad esempio, si ha la temperatura massima di tutta la Lombardia: circa 4.5°C.

Il mio post di quella sera sui social: "L'unico modo per cui si potrebbe aver neve anche domani è questo: notte serena, temperature sotto zero al suolo e perdita di umidità (cospicua) dell'aria alle quote più alte..."

1° Sponda

Ed ecco che le schiarite arrivano puntuali. Luna piena nella notte su sabato 3 marzo, temperature (soprattutto su medio-basse pianure) gelide: si va dai -2 ai -6 °C (su alte pianure si è attorno a -1°C)... Albedo e irraggiamento agiscono bene. Sulla Lombardia, ad esempio, la situazione delle Temperature minime è mostrata in Figura 1.

2° Sponda

Intanto alle più alte quote è prevista una “scaldata” da ovest. Sarà provvidenziale in caso di abbattimento dell’umidità relativa. Così avviene. A 850 hPa (quella sera corrispondenti a circa 1.300 metri) si arriva fino a 3°C, ma l'umidità relativa si abbassa di molto. Si è al 52%. Ne consegue che il wet bulb è attorno ai 2°C (altino ma accettabile in condizioni di umidità relativa bassa) ed il punto di rugiada è attorno ai -6 °C... La situazione di Umidità relativa e Temperature sulle regioni del Nord nella notte su Sabato 3 marzo è mostrata rispettivamente in Figura 2 e Figura 3.

3° Sponda

A questo punto manca l'elemento per umidificare la colonna d'aria che è stata seccata. Le precipitazioni. Nella mattinata di sabato ecco che sopraggiungono (Figura 4).


Il fiocco di neve in una prima fase sublima, poi si scioglie; entrano in gioco la termodinamica; in particolare il calore latente. Per sublimare (o sciogliersi) il fiocco di neve ha bisogno di energia ovvero di un ben determinata “quantità di calore” necessaria per la transizione di stato (da solido a gassoso in una prima fase e da solido a liquido successivamente): il calore latente appunto. Questo “calore” è ben presente nell’atmosfera della mattinata di sabato 3 marzo 2018 così come lo “spazio” disponibile per l’umidità che si crea nelle transizioni di stato. Sottraendo calore all’atmosfera le temperature si abbassano, l’umidità relativa si alza. La colonna d'aria saturandosi (umidità relativa vicina al 100%) si è sistemata: temperature, wet bulb e punti di rugiada negativi, praticamente a tutte le quote...

 

Buca d’angolo!!!!!

A questo punto le condizioni sono perfette: il fiocco di neve riesce a giungere intatto fino al suolo...  Per un nuovo tocco di bianco alla Pianura Padana!

 

Paolo Bettini

Omnibus Scienze

 

Per approfondimenti:

Neve da omotermia

Albedo e irraggiamento



Fonte Articolo: Paolo F. A. Bettini

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