In pubblicazione il 16 MAG 2022

NEVE: la NEVOSITÀ MEDIA in VALPADANA negli ANNI ‘60

Dopo aver analizzato la nevosità media in Val Padana per il decennio più recente, per i primi dieci anni del 2000, per gli anni ‘90, per gli anni ‘80 e per gli anni ‘70 andiamo oggi ad analizzare quanta neve è caduta mediamente negli anni ‘60 del secolo s


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Che cos’è la nevosità media

La nevosità media è un interessante parametro climatico molto facile da calcolare: basta sommare gli accumuli nevosi totali stagionali di un certo numero di stagioni Invernali (consecutive) e dividerlo per il numero totale di anni preso in considerazione. Facciamo un esempio: in una data località, in tre inverni successivi la neve totale caduta è, rispettivamente, pari a 67 cm, 34 cm, 26 cm. Come si fa a calcolare la media nivometrica di questi 3 anni presi in considerazione? Basta sommare i tre dati e dividerli per il numero di anni considerato, ovvero tre:


67 + 34 + 26 = 127

127/3 = 42.3 cm

Il risultato ottenuto è quindi di circa 42 cm. 

Andiamo ora a scoprire i dati della nevosità media in Pianura Padana e zone limitrofe dalla stagione Invernale 2000/2001 alla 2009/2010 (ogni stagione Invernale è identificata da 2 anni diversi perché comprende gli ultimi mesi di un certo anno e i primi di quello successivo, ovvero i mesi in cui cade solitamente la neve).


La nevosità media in Valpadana negli anni ‘60

Per scoprire in modo generale a quanto ammontano le medie nivometriche degli anni ‘60 del 1900 in PP (Pianura Padano-Veneta) ci avvaliamo della seguente mappa a cura di Marco Pifferetti, che ringraziamo:

Partendo dalle zone con gli accumuli più esigui, citiamo il Delta del Po e la fascia di pianura tra Venezia e Monfalcone, con valori addirittura inferiori ai 5 cm.

Procedendo, tra i 5 e i 10 cm sono caduti sulla costa Adriatica tra Comacchio e Venezia e un po’ più all’interno tra Venezia e Trieste, fino alle Prealpi.

Tra i 10 e i 20 cm sono poi precipitati nella maggior parte del resto del Veneto e a pochi chilometri dalla costa tra Cesenatico e Copparo. 

Tra i 20 e i 30 cm poi in basso Veneto, vicino all’Emilia-Romagna, tra il Garda e Brescia, Ostiglia e Carpi e in parte della pianura Romagnola, nel Ferrarese e a Est di Carpi-Guastalla (anche Milano città e le zone nei dintorni di Torino hanno registrato quest’accumulo).

Tra i 30 e i 40 cm sono caduti nella maggior parte della fascia di alta pianura in Romagna, oltre che a quote di aperta pianura in Emilia e a Est di Carpi-Manerbio-Brescia, fino a poco a Ovest di Milano e in buona parte del Piemonte.

Infine, tra i 40 e i 50 cm di accumulo medio nivometrico negli anni ‘60 nella pedecollinare Romagnola e in alta pianura Emiliana, a ridosso della Via Emilia, oltre che in buona parte della pianura tra Milano, Pavia, Asti e Torino; più di 50 cm invece a Bologna, Piacenza, Pavia e altre zone poste a maggiore quota del comparto basso Padano in generale.

Sperando che l'articolo vi sia piaciuto, auguriamo buona giornata a tutti voi da Meteo Giuliacci e staff! Per domande e curiosità, non esitate a contattarci sulle nostre pagine Facebook, Instagram, Tik Tok e/o nei commenti!

 

 

Fonte Immagine: Depositphotos 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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