In pubblicazione il 23 AGO 2022

Meteo: i Tornado diventeranno più Frequenti, ecco cosa fare in caso di Pericolo

I tornado (o trombe d'aria) diventeranno più frequenti, a causa del caldo e dell'estremizzazione dei fenomeni meteorologici


Fonte Immagine: pixabay, modificata

Il termine “tornado” o “tromba d’aria” (SONO SINONIMI) si riferisce in campo meteo a una colonna d’aria in rotazione veloce su se stessa, che si allunga dalla base di un’imponente nube temporalesca (i cosiddetti cumulonembi) fino a toccare il terreno. È quasi sempre osservabile come un imbuto lungo e stretto la cui base ("proboscide") spazza vorticosamente il suolo con venti fino a 100-150 km/ora in Italia, fino a 200-300 km/ora in altre zone del Mondo e in particolare nelle Grandi Pianure degli USA. Sembrano fenomeni lontani, ma ultimamente le cronache (e i video del web) hanno mostrato che, con una relativa frequenza, possono interessare pure il Belpaese.


 


Il fenomeno meteo più distruttivo

Ovviamente è il fenomeno meteo dotato di maggiore potere distruttivo (più degli uragani). Per semplice abitudine, in Italia fenomeni del genere vengono chiamati trombe d’aria, in altre parti del mondo (come negli Stati Uniti) si preferisce usare l’espressione tornado (twister in inglese).Il nostro Paese non è immune da questi fenomeni: in Italia in media si verificano 40-50 trombe d’aria all’anno, solitamente concentrate tra l’estate e l’autunno. Le zone maggiormente colpite sono le aree pedemontane alpine, alla sfocio delle grandi vallate orientate Nord-Sud (Biellese, laghi lombardi, Valle dell'Adige) perché portano a contatto l'aria fresca atlantica addossata sul versante Nord delle Alpi, con l'aria umida e calda stagnante in Val Padana. Altre aree: le Venezie perché qui le masse d'aria fresche riescono a scavalcare facilmente le Alpi Carniche, attraverso la "porta della Bora"; anche  il Ponente Ligure, le coste dall’alta Toscana e del Lazio, raggiunte dalle fresche correnti di Maestrale in arrivo dal Sud della Francia. Nelle  trombe  d’aria  “italiane” di  solito il mulinello ha un diametro di 50-150 metri, con venti che ruotano intorno al centro del mulinello alla velocità di 100-150 km/ora, mentre l’imbuto  si sposta insieme alla nube temporalesca a 30-40 km/ora. Fortunatamente questi “mostri” hanno durata breve (difficilmente oltre i 20 minuti), riuscendo così a  percorrere solitamente distanze limitate, in media 5-10 km.

 

Bassa probabilità, ma in alcune zone si rischia di più

I tornado che si formano in primavera invece in USA nella valle del Mississippi e soprattutto in una partcolare area denominata "Tornado Alley" (il viale dei tornado). sono molto più potenti almeno di un fattore 10, durano 1-2 ore, percorrono 100-150 km prima di morire, hanno al suolo una proboscide di 700-1000 metri. La maggiore violenza e grandezza dei tornado americani rispetto alle nostre "trombe" è dovuto al più forte contrasto termico nella Valle del Mississippi tra l'aria fredda che proviene dal Canada e l'aria molto calda e molto umida proveniente dal Golfo del Messico. La rarità del fenomeno e la ristretta area da esso interessata fanno sì che la probabilità che un dato luogo sia investito da una tromba d’aria risulti molto bassa, dell'ordine di un decimillesimo in un anno (come dire che nel corso di almeno 10.000 anni quella località potrà credibilmente essere colpita da una tromba d'aria). Ecco perché è molto difficile osservarne anche solo una in tutta la vita. Sono invece in proporzione più frequenti le trombe marine, che in Italia si osservano soprattutto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Le zone più colpite sono l’Alto Adriatico (in particolare il tratto di mare di fronte alla Venezia Giulia), le coste abruzzesi, lo Stretto di Messina, i litorali laziali e il Mar Ligure, in particolare il Golfo di La Spezia.

 

Ecco infine un decalogo su come comportarsi di fronte ad  una tromba d’aria:

  1. stare lontani da porte e finestre, facilmente frantumate dalla violenza del vento;
  2. non rifugiarsi in mansarda perché il tetto viene di solito divelto dalla furia del vento;
  3. rintanarsi ai piani più bassi;
  4. staccare luce e gas per evitare corti circuiti e perdite di gas, per i danni provocati dal vento;
  5. non toccare i rubinetti dell’acqua perché i fulmini del temporale che genera la tromba, si propagano attraverso le condutture metalliche;
  6. stare lontani da alberi, pali alti, strutture metalliche, distese liquide, perché attirano fulmini;
  7. non ripararsi a ridosso dei muri perimetrali di case o strade perché possono crollare sotto la spinta del vento;
  8. non rifugiarsi in strutture prefabbricate (ad esempio capannoni)

 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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